A Intesa-San Paolo la partecipazione azionaria, nel 2018 la fusione per incorporazione

Un accordo per la cessione della residua partecipazione detenuta in Cassa dei Risparmi di Forlì e della Romagna S.p.A., pari a n. 23.038.499 azioni ordinarie rappresentative del 10,74% del capitale sociale, al prezzo complessivo di Euro 46.076.998 (Euro 2,00 per ciascuna azione ordinaria, inclusivi del premio per il diritto di veto su operazioni straordinarie spettante alla Fondazione). E’ quellosottoscritto giovedì dalla Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì ha sottoscritto giovedì con Intesa Sanpaolo.
 

La cessione soddisfa un interesse reciproco: per Intesa Sanpaolo, di continuare a dare attuazione al Piano di Impresa 2014-2017, nel rispetto del quale ha deliberato, in data odierna, e subordinatamente all’esecuzione della compravendita con la Fondazione, la fusione per incorporazione della Cassa dei Risparmi di Forlì e della Romagna in Intesa Sanpaolo; per la Fondazione, di completare il percorso di graduale distacco dalla banca conferitaria, dando piena esecuzione ai principi di diversificazione del patrimonio previsti dal D.Lgs. 153/99 e dal protocollo ACRI/MEF del 2015, e nel contempo di rafforzare nell’ambito dei propri fini e attività istituzionali la collaborazione con il Gruppo bancario, a beneficio delle comunità e delle istituzioni che operano sul territorio.

 

A tale scopo, Intesa Sanpaolo e la Fondazione hanno individuato i principi alla base della futura collaborazione, con particolare riferimento alla promozione di iniziative in specifici settori, tra gli altri riconducibili ad attività e beni culturali, ricerca scientifica e tecnologica, arte, salute pubblica, filantropia e beneficenza.

Nell’ambito del procedimento di fusione per incorporazione della Cassa nella Capogruppo, la cui esecuzione è programmata nel secondo semestre 2018, subordinatamente alla preventiva autorizzazione da parte delle Autorità di Vigilanza, è riconosciuto, ai sensi di legge, ai soci di minoranza, il diritto di vendere a Intesa Sanpaolo le azioni da essi detenute al prezzo di Euro 2,00 per le azioni ordinarie ed Euro 2,12 per le azioni ordinarie con privilegio di rendimento. Alle azioni ordinarie con privilegio di rendimento è stata riconosciuta una maggiorazione di Euro 0,12 per azione sulla base del differenziale di dividendo rispetto alle azioni ordinarie.

 

L’operazione – commenta l’Avv. Roberto Pinza, presidente della Fondazione – è da valutarsi in modo estremamente positivo da più punti di vista. Essa infatti costituisce il coronamento di un percorso di diversi anni di rafforzamento patrimoniale dell’Ente a sostegno di un’attività erogativa che si posiziona, per incidenza, ai più alti livelli nazionali. In secondo luogo l’operazione consolida la relazione fra la Fondazione e il Gruppo Intesa Sanpaolo e la collaborazione fra le due realtà su iniziative di valorizzazione del territorio e infine consente ai quasi 4.500 azionisti privati della Cassa – ove lo ritengano – di liquidare il proprio investimento accedendo alle medesime condizioni economiche riservate alla Fondazione”.

 

Con questa operazione conclude Stefano Barrese, Responsabile Divisione Banca dei Territori di Intesa Sanpaolo – il Gruppo Intesa Sanpaolo rafforza ulteriormente, nel rispetto delle specificità locali, l’organizzazione della Divisione Banca dei Territori. Verranno mantenute in piena continuità le relazioni bancarie con imprese, professionisti e famiglie, così da supportare le esigenze finanziarie dell’economia locale ed offrire servizi bancari qualitativamente e quantitativamente eccellenti. In questo contesto si inserisce la proficua collaborazione con la Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì, a testimonianza della comune volontà di valorizzare e supportare le istanze locali”.

 

Adriano Maestri, presidente della banca dichiara: “Pieno compiacimento per la positiva conclusione dell’accordo tra la Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì e Intesa Sanpaolo, certo che sarà garantita la continuità dei rapporti con la clientela e la migliore attenzione allo sviluppo del territorio in cui opera la banca”,