Forlì al settimo posto per quantità di spostamenti, anche se piste ciclabili non significa ciclabilità

Il Comune di Forlì ha ottenuto un importante finanziamento dal ministero dell’Ambiente per un progetto di mobilità sostenibile: 999.978 euro, su un totale di 1.666.630, risultando 12° su oltre cento partecipanti in ambito nazionale per un progetto che punta a migliorare le abitudini di mobilità delle persone negli spostamenti casa-lavoro e casa-scuola.

Ma qual è lo stato delle due ruote in Italia? E a Forlì?

Le biciclette sono decisamente più usate al nord, mentre al sud le due ruote non sono il mezzo preferito di locomozione. E’ quanto emerge dal rapporto “A Bi Ci” 2017 di Legambiente sull’economia della bici in Italia e sulla ciclabilità nelle città che descrive un’Italia divisa a metà sull’uso delle biciclette e che viene imputato alle maggiori (o minori) iniziative di enti locali per favorire una mobilità sostenibile.

 

Se in principio le città bike friendly erano solo Amsterdam e Copenaghen, gradualmente oggi molti centri urbani distanti da Olanda e Danimarca mosrano marcate virtù pedalatorie, anche se il quadro nazionale è caratterizzato da luci e ombre. Soprattutto perché “disponibilità di piste ciclabili” non significa automaticamente “ciclabilità”. Se l’incremento delle strutture per chi pedala è cresciuto del 50% in sette anni, l’uso delle due ruote è però rimasto inviariato.

Il modal share, cioè lo stile di mobilità degli abitanti e il mezzo usato per gli spostamenti quotidiani casa-lavoro e casa-scuola, è il migliore indicatore sulla qualità della mobilità: questo dato indica se l’amministrazione ha lavorato bene per favorire gli spostamenti non motorizzati o con mezzi collettivi. Il problema è che i dati a disposizione sono pochi, solo un terzo delle amministrazioni delle città capoluogo interpellate (su 104) ha fornito dai confrontabili.

 

I dati disponibili, dunque, mostrano che per quanto riguarda la percentuale di spostamenti in bici sul totale di spostamenti urbani sono 12 le città che hanno buone performance e tra queste c’è Forlì. La nostra città risulta al settimo posto (19%) dopo Bolzano (28%), Pesaro (28%), Ferrara (27%), Treviso (25%), Reggio Emilia (23%), Ravenna (22%). A seguire Novara, Padova, Pisa, Rimini e Cremona.

Il bike sharing – ovvero la condivisione delle biciclette o servizio di bici pubbliche –  si conferma una realtà piuttosto diffusa su tutto il territorio, anche se con numeri molto diversi nelle varie città. Sono 51 i comuni in cui i cittadini possono usufruire di un servizio di bike sharing (60%). Il dato medio relativo ai 51 comuni, vede una disponibilità di circa 220 biciclette distribuite in 20 stazioni con circa 3.300 abbonati; ma bisogna considerare che il vaore è influenzato dalle grandi città come Milano e Torino. Per quanto riguarda gli abbonati al servizio di sharing, Forlì, assieme a Pavia, Biella, Firenze e Palermo, ha meno di un abbonato ogni mille abitanti e meno di una bicicletta (0,85) ogni mille abitanti.

Un indice importante che dà informazioni sulla dotazione di infrastrutture che incentivano la mobilità ciclabile è l’indice dei metri equivalenti composto da: km di piste ciclabili in sede propria, km di piste ciclabili in corsia riservata, km di piste

su marciapiede, km di piste promiscue bici/pedoni, zone con moderazione di velocità a 20 e 30 km/h, piste nel verde (percorsi che non corrono lungo la carreggiata stradale, ad esempio nei parchi, lungo i fiumi, strade bianche, etc.). Ebbene Forlì risulta al 17° posto con 14,93 metri equivalenti per abitante, seguita da Rimi che ne ha  14,61. AL primo posto Reggio Emilia (41,06), al secondo Mantova (26,66), al terzo Lodi (26,61)

 

E se vi state interrogando su qualche dato economico sappiate che le vendite dell’ultimo quinquennio vedono un andamento del mercato nazionale soggetto a evidenti oscillazioni verso l’alto e verso il basso. Le più recenti statistiche di Confartigianato segnalano che nel primo bimestre 2016, la produzione è aumentata del 13,8% rispetto al 2015, un trend più che doppio rispetto al +6,6% registrato nell’Ue. E per l‘acquisto della bicicletta, quanto si spende? Gli italiani, come i francesi e i britannici, acquistano veicoli che costano tra i 300 e i 325 euro, un terzo di quello che investono olandesi e la metà di quello che spendono i danesi.