Il settore internazionalizzazione vede protagonisti la Russia e la Cina

“Da 50 edizioni a fianco dei produttori di carni bianche e uova.  Un traguardo che per Fieravicola – ricorda Gian Luca Bagnara, presidente della Fiera di Forlì – è un motivo di legittimo orgoglio, nella consapevolezza che il settore è in continuo divenire e ha bisogno di una manifestazione specializzata come la nostra per incontrarsi e crescere ancora”.

Un motivo in più per tagliare il nastro della 50a mostra internazionale delle attività avicole all’insegna dell’ottimismo, perché i nutrizionisti stanno giustamente valorizzando il profilo nutrizionale della carne avicunicola e anche le uova vengono nuovamente inserite nei moderni piani alimentari, visto il loro elevato profilo organolettico.

 

I numeri di Fieravicola

“Lasciatemi dare qualche cifra relativa a questa edizione di Fieravicola, che vede la presenza di oltre 200 espositori, dei quali 152 italiani e 51 esteri, che coprono tutti i settori merceologici della moderna avicoltura, dalla genetica ai presidi per la salute animale, dalle attrezzature per l’allevamento agli impianti per la trasformazione.  Senza dimenticare – ha continuato Gian Luca Bagnara – i 140 delegati provenienti da Paesi stranieri che hanno già confermato la loro presenza a Forlì in queste giornate in rappresentanza di Afghanistan, Algeria, Camerun, Cina, Congo, Costa d’Avorio, Etiopia, Ghana, Guinea, Iraq, Israele, Kosovo, Libia, Marocco, Nigeria, Pakistan, Senegal, Uganda, Russia. A loro il nostro saluto e il ringraziamento per aver scelto l’Italia e Fieravicola per far crescere l’avicoltura nei loro Paesi di origine”.

 

“Era doveroso essere qui – ha dichiarato il presidente della Regione Emilia Romagna, Stefano Bonaccini, intervenuto alla cerimonia di inaugurazione di Fieravicola – perché qui in Romagna esiste la punta più avanzata dell’avicoltura nazionale. Un distretto che genera qualcosa come 6 miliardi di euro di fatturato l’anno e che deve continuare ad essere sostenuto da politiche di marketing e internazionalizzazione sempre più efficaci.”

 

Naturalmente innovativi

“L’avicoltura – continua Bagnara – è stata spesso definita il “giornale di domani” della zootecnia perché da sempre anticipa le tendenze sia a livello di allevamento che di consumo, in un’ottica di forte sostenibilità. Ma avicoltura significa anche filiera integrata, un modo di lavorare in cui tutti gli anelli di questa lunga catena produttiva condividono lo stesso scopo: soddisfare il consumatore.  Tema che in Italia ha anche una fortissima componente qualitativa, perché la carne avicunicola e le uova prodotte nel nostro Paese, sono controllate in ogni passaggio del loro ciclo produttivo e offrono i più elevati livelli di sicurezza alimentare”.

Ecco perché la cinquantesima edizione della Fieravicola di Forlì non è solo un evento per far incontrare i professionisti del settore, ma è una vetrina aperta a tutto il mondo dell’agroalimentare per ribadire l’importanza di questo comparto produttivo che garantisce occupazione ad oltre 60mila lavoratori.

 

Per celebrare questo legame profondo con la nostra terra  il Comitato direttivo di Fieravicola ha deciso di assegnare un premio alla carriera a otto imprenditori che hanno saputo trasformare l’allevamento del pollo e della gallina ovaiola in un business che negli ultimi cinquant’anni ha abbandonato la produzione rurale per diventare la punta di diamante della zootecnia italiana. Ecco i loro nomi, in rigoroso ordine alfabetico: Francesco Amadori, Umberto Bernabini, Carlo Collinelli, Giovanni Fileni, Raffaele Giannone,  Siro Lionello, Pier Ettore Lucchi, Anna Maldini, Natale Morini, Guido Sassi, Giuseppe Torroni, Otello Valmori e Bruno Veronesi.

 

Il pomeriggio di ieri ha visto coinvolto il mercato russo: un nutrito gruppo di operatori ha partecipato al forum “Il sistema Italia al servizio dell’agroalimentare russo”, organizzato da Banca Intesa Russia, rappresentata da Vera Spina, e Fiera di Forlì, nel corso del quale sono stati analizzati i vantaggi, ma anche le criticità attualmente esistenti per poter avviare un processo che, in ogni caso, racchiude non poche potenzialità di sviluppo. Adriano Maestri, presidente di CariRomagna, istituto bancario del Gruppo Intesa San Paolo, ha sottolineato come nonostante le recenti difficoltà economiche attraversate dalla Russia “le previsioni di crescita per il 2017 parlano di un +1,5% che nel 2018 potrebbero registrare un’ulteriore accelerazione che potrebbero significare per il nostro Paese interessanti prospettive di collaborazione e interscambio commerciale anche se quello che potrebbe in parte frenare questo percorso è la scarsa propensione delle nostre aziende a fare squadra.

 

Settore in espansione

Nel settore avicolo la Russia, negli ultimi anni, ha aumentato la produzione anche grazie alla realizzazione di nuovi allevamenti. “L’accordo firmato con la Fiera di Forlì – ha dichiarato Galina Bobyleva, il maggiore esperto avicolo russo – sancisce una collaborazione che per noi è molto importante innanzitutto perché conosciamo il valore delle aziende italiane, e poi perché con l’Italia vogliamo avviare degli scambi economici e commerciali che favoriranno lo sviluppo del settore”. Al forum è intervenuto anche l’onorevole Gianluca Pini, della Commissione Affari Esteri e Comunitari del Parlamento, secondo il quale “le imprese romagnole devono iniziare a lavorare con la Russia in attesa che l’embargo venga finalmente e definitivamente tolto”.

 

Durante la giornata inoltre è stato siglato un protocollo di intesa tra la China Animal Agriculture Association rappresentata dal suo Vice Segretario Generale, Liu Qiangde e Fiera di Forlì, con il suo presidente Gianluca Bagnara: un documento che intende dare avvio a una costruttiva collaborazione nel settore avicolo tra Cina e Italia, all’interno del quale le esigenze del consumatore diventano centrali. “Per lo sviluppo di un’avicoltura che porterà vantaggi a entrambi – ha ricordato Gianluca Bagnara – in materia di innovazione tecnologica, procedure operative e normative.”