Dante Alighieri (Shutterstock.com)

“Di prima notte”, il programma di Lecturae Dantis organizzato dal Dipartimento di Filologia Classica e Italianistica dell’Alma Mater e con la partecipazione di molti studiosi e scrittori legati all’Ateneo

Anche quest’anno, l’Università di Bologna celebra il Dantedì con una serata online su Teams, giovedì 25 marzo, a partire dalle 20.30, dedicata al sommo poeta e organizzata dal Dipartimento di Filologia Classica e Italianistica Unibo. Alma Dantedì vedrà la presenza di molti docenti, cultori della materia, scrittori che collaborano abitualmente con l’Alma Mater, come Marcello Fois, e studiosi che si sono formati a Bologna ma che ora insegnano o svolgono attività di ricerca post-dottorato presso altre università, in Italia e all’estero, come Anna Pegoretti (associata a Roma Tre), Alessandra Forte (assegnista alla Normale di Pisa) e Serena Vandi (Research Fellow alla University of Oxford).

Sarà una serata di lettura critica, puntuale e consapevole, ma insieme aperta, chiara e plurale, dei versi di Dante, per far risuonare le sue parole, la sua voce alta e inconfondibile, che ancora oggi è capace di parlarci con forza, di farci riflettere, di darci, nonostante tutto, speranza nel futuro.Così si susseguiranno brevissime Lecturae Dantis, di cinque minuti ciascuna, e ognuna cercherà di raccontare un verso o una terzina della Commedia, secondo l’ordine di apparizione nel testo. Sarà un modo per riattraversare insieme l’intero poema in poco più di due ore, guidati da studiosi legati al nostro Ateneo o perché vi insegnano o perché qui si sono formati.

Sarà anche l’occasione per ricordare e risentire la voce di due grandi maestri degli studi danteschi e dell’Università di Bologna, scomparsi purtroppo lo scorso autunno, Andrea Battistini ed Emilio Pasquini. Di Pasquini sarà presentato un video in cui il grande studioso racconta in pochi minuti le origini della Commedia. Di Battistini sarà invece letta una pagina da un suo saggio ancora inedito sulle albe e i tramonti del Purgatorio. Dopo i saluti del professor Marco Bazzocchi, delegato alle iniziative culturali Unibo, e del Presidente nazionale dell’Associazione degli Italianisti, Gino Ruozzi, l’incontro si aprirà con una lettura del sonetto della Garisenda da parte di Loredana Chines: un doveroso omaggio al rapporto profondo che Dante ebbe con Bologna sin dalla gioventù. Si snoderanno poi le letture della Commedia, a partire dall’incontro fra Dante e i poeti dell’antichità nel nobile castello del Limbo che darà allo scrittore Marcello Fois l’opportunità di riflettere sulla coscienza del classico in Dante.

Il celebre episodio di Paolo e Francesca sarà oggetto di due letture divergenti e quindi particolarmente interessanti: una da parte della filologa romanza Giuseppina Brunetti, che ne mostrerà i rapporti con la tradizione letteraria medievale, e una da parte del contemporaneista Luigi Weber, che invece presenterà l’episodio nella riscrittura novecentesca di Eoardo Sanguineti.
Le meraviglie e gli orrori infernali saranno esplorati da Elisabetta Menetti e Gian Mario Anselmi, mentre altri interventi indagheranno l’Inferno sotto il profilo della creatività linguistica, con lo studio della parola “appulcro” da parte della linguista Chiara Coluccia, e sotto quello delle relazioni fra testo poetico e tradizione iconografica, che Alessandra Forte attiverà per l’interpretazione della figura del Minotauro dantesco.

Si proseguirà con il Purgatorio, partendo dai versi celebri del primo canto “Dolce color d’oriental zaffiro” e “Libertà va cercando”, letti rispettivamente da Anna Pegoretti e Angelo Mangini, e dal celebre episodio di Sordello, indagato da Francesco Sberlati.
Le riscritture tre-quattrocentesco della poesia politica dantesca saranno al centro degli interventi di Marialaura Aghelu sul Veltro e di Arianna Capirossi su un verso dell’invettiva “Ahi serva Italia”.

Dopo il buio sotterraneo dell’Inferno nel Purgatorio il cielo e il sole sono protagonisti anche con la serie delle albe e dei tramonti rappresentate dal poeta in versi indimenticabili. Uno di questi, relativo al primo tramonto della cantica, “Era già l’ora che volge il disio” , sarà letto dal professore e poeta Alberto Bertoni, mentre quello altrettanto famoso sugli “splendori antelucani” che annunciano l’ultima alba del poema sarà rievocato grazie alla lettura di un saggio inedito di Andrea Battistini. Infine, i complessi e decisivi eventi che si svolgono nel Paradiso terrestre saranno al centro degli interventi di Marco Veglia e di Nicolò Maldina.

Anche il Paradiso sarà attraversato in molti dei suoi momenti cruciali, partendo da uno dei versi finali del canto di Piccarda, nella lettura di Sebastiana Nobili, e dall’episodio di Romeo di Villanova e dalle sue riscritture gaddiane esplorate da Paola Italia.
La poesia della natura e del cosmo fra scienza e spiritualità medievale sarà indagata da Giulia Gaimari, che racconterà della umile e sublime immagine dell’allodetta, e da Anna Chisena, che discuterà dello sguardo di Dante dall’alto del cielo stellato giù per le sette spere e sino alla terra.

I canti finali presentano l’avvincente sfida del poeta con l’ineffabile visione di Dio. Laura Pasquini mostrerà il ruolo delle fonti iconografiche per l’immaginazione dantesca del divino, mentre Serena Vandi studierà lo sforzo del poeta di trovare parole nuove, dei veri e propri neologismi, per parlare della realtà divina. Andrea Severi riferirà di una lettura umanistica della visio Dei dantesca e, infine, Giuseppe Ledda rileggerà gli ultimi versi per cercare di rispondere alla domanda “come finisce la Commedia?”.
L’evento su TEAMS è libero per la comunità Alma Mater in possesso delle credenziali di Ateneo. Per partecipare da esterni, è necessario scrivere al professor [email protected] entro due ore prima dell’evento, per ricevere le credenziali temporanee Unibo.