Con l’interpretazione di Enrico Guarneri e la regia di Gugliemo Ferro

Verga narra l’amara parabola di un manovale duro e testardo che è riuscito a ‘farsi’ da solo, divenendo ricco, ma che sarà sempre trattato con disprezzo dalla società nobiliare di cui vorrebbe ostinatamente far parte. In scena un uomo sull’orlo della vita, stremato da una solitudine ergastolana, che passa a setaccio il suo passato, torcendosi l’anima alla ricerca del perché incomprensione e mancanza d’amore hanno contrassegnato la sua esistenza. Il Mastro don Gesualdo, che l’Ass.Cult. PROGETTO TEATRANDO gira per la stagione 2019-2020, è interpretato da Enrico Guarneri, attore che ha magistralmente superato la ‘fase popolare’ della sua carriera conquistando il favore di un vasto pubblico ed entrando profondamente nel cuore dei catanesi.

Guarneri, dotato di una innata vis comica e tecnicamente assurto al ruolo di attore poliedrico, si è dimostrato, nel corso di questi anni, capace di passare dal registro drammatico a quello grottesco con grande maestria interpretando molti dei personaggi che hanno fatto la storia della drammaturgia teatrale siciliana ed europea. Enrico Guarneri è dotato quindi tutte le qualità fisiche ed interpretative necessarie ad incarnare perfettamente Gesualdo Motta, il manovale che è riuscito a ‘farsi’ da solo, divenendo ricco con il proprio lavoro, odiato da tutti, trattato ora con disprezzo ora con ironia. Guarneri come Mastro -don Gesualdo è un uomo senza riposo. La messinscena dello spettacolo è affidata al regista Guglielmo Ferro, figlio di Turi Ferro interprete del Mastro -don Gesualdo nel 1967, che, da anni, si dedica alla drammaturgia contemporanea adottando una tecnica registica di respiro europeo.

La sua profonda conoscenza del teatro contemporaneo, il gusto minimalista e moderno delle sue messinscene sono indispensabili per un’operazione culturale che mira, nel rispetto assoluto del valore storico-letterario del testo verghiano, ad una trasposizione più attuale del Mastro – don Gesualdo. La rielaborazione drammaturgica di Micaela Miano intende ricontestualizzare il ‘concetto di roba’, che permea il romanzo, l’incessante e frenetica attività di speculazione di un mondo di estremo materialismo, dove non c’è posto per i sentimenti, in un mondo senza spazio e tempo, in cui i personaggi sono ‘fotografati’ come una marionetta non può fare altro che andare incontro al proprio destino, che niente e nessuno potrà cambiare. Non c’è alcuna visione positiva della vita, che emerge come un vicolo cieco, inesorabile. PER INFORMAZIONI E PRENOTAZIONI: 0543722456 www.teatrotestori.it [email protected] Pagina Instagram e Facebook: Teatro Giovanni Testori