Sabato 9 novembre con “Cabaret Yiddish”

Si apre ufficialmente sabato 9 novembre alle ore 21.00 il sipario del Teatro mentore di Santa Sofia, per accogliere un grande artista come Moni Ovadia e il suo “Cabaret Yiddish”. “Come al solito, c’è tanta attesa per l’inizio della Stagione Teatrale – commenta l’Assessora alla Cultura Isabel Guidi. Il primo spettacolo della stagione di prosa curata dal direttore artistico Rugegro Sintoni porta una ventata di leggerezza, mai banale, sotto forma di musica klezmer e di narrazioni venate da una riflessiva ironia. Siamo felici di aprire la rassegna con uno spettacolo di questo genere e siamo onorati di avere Moni Ovadia a Santa Sofia per alcuni giorni, perché proprio al Mentore l’artista e la sua compagnia lavoreranno a porte chiuse su un nuovo spettacolo.”

La lingua, la musica e la cultura Yiddish, quell’inafferrabile miscuglio di tedesco, ebraico, polacco, russo, ucraino e romeno; la condizione universale dell’Ebreo errante, il suo essere senza patria sempre e comunque, sono al centro dello spettacolo da camera Cabaret Yiddish. Si potrebbe dire che lo spettacolo abbia la forma classica del cabaret comunemente inteso. Alterna infatti brani musicali e canti a storielle, aneddoti, citazioni che la comprovata abilità dell’intrattenitore sa rendere gustosamente vivaci. Ma la curiosità dello spettacolo sta nel fatto di essere interamente dedicato a quella parte di cultura ebraica di cui lo Yiddish è la lingua e il Klezmer la musica. Uno spettacolo che “sa di steppe e di retrobotteghe, di strade e sinagoghe”. Tutto questo è ciò che Moni Ovadia chiama “il suo esilio, la musica della dispersione”. In una parola: diaspora.

Si potrebbe dire che lo spettacolo abbia la forma classica del cabaret comunemente inteso. Alterna infatti brani musicali e canti a storielle, aneddoti, citazioni che la comprovata abilità dell’intrattenitore sa rendere gustosamente vivaci. Ma la curiosità dello spettacolo sta nel fatto di essere interamente dedicato a quella parte di cultura ebraica di cui lo Yiddish è la lingua e il Klezmer la musica. Uno spettacolo che “sa di steppe e di retrobotteghe, di strade e sinagoghe”. Tutto questo è ciò che Moni Ovadia chiama “il suo esilio, la musica della dispersione”. In una parola: diaspora.

I biglietti (intero 20 euro e ridotto per over 65 e under 27, 18 euro) si potranno acquistare presso il teatro direttamente la sera dell’evento stesso e si possono prenotare telefonicamente contattando il numero 349 9503847 oppure via e-mail [email protected].