Falso documento per guidare la moto: la Polizia smaschera un 23enne a Cesena

Sorpreso di nuovo senza una patente valida, l'esame alla lampada UV rivela la contraffazione: scatta la denuncia

Un controllo di routine sulle strade del cesenate si è trasformato in una denuncia a piede libero per un giovane straniero di 23 anni, fermato dalla Polizia di Stato per uso di atto falso e guida recidiva senza patente.

L'attività investigativa è scaturita dagli approfondimenti condotti dagli agenti della Sezione Speciale Polizia Stradale, Ferroviaria, dell’Immigrazione e di Frontiera, Postale e delle Comunicazioni del C.A.P.S. di Cesena. Gli operatori hanno preso in esame un verbale notificato a fine giugno dal Commissariato cittadino, quando il ragazzo era stato fermato in sella alla sua motocicletta con al seguito un documento di guida egiziano. Il titolo esibito, oltre a risultare privo della traduzione ufficiale in lingua italiana, non abilitava in ogni caso alla conduzione di veicoli a due ruote.

Gli accertamenti incrociati nelle banche dati hanno rivelato che il motociclista era già stato sanzionato altre due volte per la stessa violazione nell'arco di un biennio, configurando così il reato di reiterazione nella guida senza aver mai conseguito la patente. La svolta determinante è arrivata nel momento in cui il 23enne è stato rintracciato dalle forze dell'ordine per la notifica formale degli atti penali e l'elezione di domicilio. In tale sede, il giovane ha nuovamente esibito la medesima licenza egiziana.

I poliziotti della Sezione Speciale hanno quindi sottoposto il tesserino a un'accurata perizia tecnica, confrontandolo con gli specimen originali e analizzandolo mediante lampada ad ultravioletti. L'esame strumentale ha confermato i dubbi degli investigatori, attestando la non genuinità e la palese contraffazione del documento, che è stato immediatamente posto sotto sequestro.

Il giovane dovrà ora rispondere davanti all'Autorità Giudiziaria sia della recidiva nella guida senza patente sia della falsità materiale. L'operazione è stata condotta dalla Polizia di Stato di Forlì-Cesena attraverso gli uffici del Commissariato e della Sezione Speciale del C.A.P.S. di Cesena. Le contestazioni a carico dell'indagato si inseriscono nell'ambito delle indagini preliminari e la responsabilità penale dell'interessato sarà accertata solo a seguito di eventuale sentenza definitiva di condanna.