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Uno sguardo alle valutazioni sul tema

Il tema dell’energia è di stretta – e drammatica – attualità, ed occupa un posto centrale nel dibattito politico. L’Adriatico e la Romagna sono tra i luoghi cardine in Italia: qui si stanno sviluppando vari progetti, “cartine di tornasole” per gli scenari futuri. Ecco una panoramica sul dibattito.

Nei mesi scorsi il ROCA, l’associazione presieduta da Franco Nanni, che raggruppa le società che operano nella realizzazione e la manutenzione di impianti offshore, è intervenuta ancora, anche in occasione del suo trentesimo anniversario, sulla questione. “Concordiamo con le posizioni del Sindaco di Ravenna Michele de Pascale per rafforzare il Polo Ravennate dell’energia attraverso: ripresa delle attività estrattive di gas naturale in Adriatico; realizzazione di un parco eolico offshore, installazione di un rigassificatore offshore nei pressi di una struttura offshore già esistente e già collegata alla terra ferma con condotte sottomarine; attivazione del progetto CCUS.

Anche il ROCA guarda alla transizione energetica: ma “il trend non fa pensare ad una transizione a breve”. Insomma al momento il gas serve, evidenzia l’associazione. “In Italia abbiamo ancora grandi riserve di gas naturale e tante altre potrebbero essere scoperte se ci fosse la possibilità di riprendere la ricerca e l’installazione di nuove piattaforme”.

Dal rigassificatore alla transizione

Secondo Manuela Rontini e Marcella Zappaterra (Pd),consigliere regionali e candidate al Senato e alla Camera, il rigassificatore “si farà d’accordo con tutti gli attori locali e nazionali. Passaggio obbligatorio per evitare case al freddo e fabbriche chiuse”. Transizione ecologica: “è in quella direzione che sia la Regione che il Pd vogliono andare”. Ma “il gas oggi ci serve per raggiungere l’autosufficienza energetica, non possiamo farne a meno mentre percorriamo la strada verso le rinnovabili. Non possiamo farne a meno perché l’alternativa reale è lasciare la gente al freddo e le fabbriche chiuse. Un Paese alla fame, in sostanza”. “In Emilia-Romagna, la Giunta Bonaccini e il Pd che rappresenta la maggioranza in Consiglio sono tra i più grandi fautori delle fonti rinnovabili. E lo abbiamo dimostrato a fatti”.

Il tema della sicurezza

Cinzia Pasi (Italexit), candidata alla Camera collegio plurinominale, dal canto suo commenta: “siamo sicuri che il rigassificatore sia sicuro?.

Pasi si riferisce in particolare ad un fatto di cronaca, la rottura degli ormeggi di una nave da crociera a Porto Corsini: poi riposizionata grazie al pronto intervento della Capitaneria e dei Servizi Tecnico-nautici. “La domanda sorge spontanea: se al suo posto si fosse trovata una nave Gassiera carica di GNL, magari in fase di scarico, cosa sarebbe potuto accadere visto il grande rischio di esplosione ed eventuale effetto domino considerata l’estrema vicinanza con altri siti a rischio di incidente rilevante?”. “Tra l’altro è notizia di oggi che l’America taglierà le forniture di GNL in export verso l’UE, quindi, che senso avrebbe costruirlo?”

Superare le fonti fossili”

Cristina Mengozzi, co-portavoce Europa Verde Forlì Cesena, candidata alla Camera per Alleanza Verdi e Sinistra commenta tra l’altro, riferendosi in particolare a quello che è successo nelle Marche: “finché non capiremo che il vero investimento per il futuro è rappresentato innanzitutto da: la transizione energetica e il superamento delle fonti fossili, una corretta gestione dell’ambiente e del territorio sia in termini di programmazione che di messa in sicurezza, saremo costretti ad assistere ad eventi sempre più tragici e frequenti”.

Regole, sicurezza e transizione

Marta Farolfi, candidata di Fratelli d’Italia al plurinominale Senato e all’uninominale Senato a Rimini-Forlì Cesena, sul rigassificatore di Ravenna rileva: “Noi, come Fratelli d’Italia, siamo a favore, poiché riteniamo che il metano, molto meno inquinante rispetto ad altri combustibili fossili, sia il più indicato per la transizione ecologica. È evidente, ma lo sottolineiamo, che l’iter autorizzativo deve rispettare tutte le norme sia di sicurezza che di impatto ambientale che sarà comunque minimo visto che il processo di rigassificazione non comporta alcuna emissione non necessitando di energia e sfruttando il naturale calore dell’acqua di mare. Noi controlleremo che tutto questo sia rispettato”.

Le compensazioni

Jacopo Morrone, candidato alla Camera nel collegio di Rimini per la Lega, ha spiegato all’agenzia Dire (www.dire.it) che in un momento di “grande difficoltà” sul fronte dell’approvvigionamento energetico, il rigassificatore è “uno degli strumenti che ci possono dare una mano”. Ma ogni progetto va valutato “luogo per luogo”. In città, spiega alla Dire, “il 99% della popolazione vede di buon viso l’iniziativa” che dovrà garantire, sottolinea Morrone, “benefici e compensazioni per il territorio che la ospita. Questo è un aspetto importante”. Quello che serve, prosegue, è un Piano energetico che definisca le varie traiettorie di intervento. Sempre per quanto riguarda la Romagna “il progetto del parco eolico a Ravenna ha un senso, a Rimini probabilmente non lo ha”.

Sì alle infrastrutture

Mercoledì 7 settembre anche Ravenna è stata protagonista della manifestazione nazionale promossa da Azione Italia Viva. Carlo Calenda ha richiamato alla partecipazione a “IMBY, In my back yard – Sì all’Italia dei sì”, “la manifestazione nazionale per dire sì alle infrastrutture necessarie per l’indipendenza energetica e lo sviluppo economico e sociale del nostro Paese”. Matteo Richetti è stato presente alla Darsena Pop Up, in via dell’Almagià, per un incontro con la comunità per parlare del progetto del rigassificatore, collegandosi in diretta con Carlo Calenda da Piombino e con Matteo Renzi dal termovalorizzatore di Brescia. Oltre a Ravenna, sono state Brescia, Acerra, Melendugno, Piombino, Roma, Tempa Rossa e Gronda di Genova i territori protagonisti di “Sì all’Italia dei sì”. “La crescita sostenibile del Paese non può non prescindere da un investimento massiccio in infrastrutture e innovazione”, così la candidata alla Camera Chiara Francesconi, accanto al Presidente di Azione insieme a Sylvia Kranz, candidata al Senato.

Rigassificatore, fissarne temporalmente l’utilizzo”

Interrogazione presentata in Regione da Silvia Piccinini, capogruppo regionale del Movimento 5 Stelle, che chiede di “accelerare sul riconoscimento degli indennizzi agli agricoltori per il passaggio del vecchio metanodotto e, al tempo stesso, assicurare che i rimborsi legati alla realizzazione del nuovo rigassificatore di Ravenna siano immediati”. Nella sua interrogazione, inoltre, la consigliera regionale chiede alla Regione “di fissare temporalmente l’utilizzo del nuovo rigassificatore, al di là della durata della concessione che dovrebbe aggirarsi incredibilmente intorno ai 25 anni”. “È paradossale l’idea di legarci mani e piedi a questa infrastruttura per un quarto di secolo e a costi maggiorati, perché significherebbe continuare a puntare strutturalmente sulle fonti fossili invece di mettere al centro del nostro futuro gli investimenti sulle energie rinnovabili e il raggiungimento dell’Indipendenza energetica”.

Scelte emergenziali ma l’obiettivo sono le rinnovabili”

Raffaella Sensoli, candidata nel collegio plurinominale della Camera dei Deputati 3 con Impegno Civico: “La sfida, non solo per l’Emilia-Romagna ma per l’intero Paese, è quella di riuscire a tenere insieme transizione ecologica e soluzioni realmente efficaci alla crisi energetica. Ecco perché quello del rigassificatore di Ravenna non può essere un tema che ci trova ancora una volta divisi tra chi ha cuore l’ambiente e chi è accusato di pensare il contrario”. “La situazione che stiamo vivendo oggi impone delle scelte straordinarie ed emergenziali, come è quella di puntare su queste strutture, ma l’obiettivo finale deve essere quello di raggiungere nel più breve tempo possibile ad una indipendenza energetica che soltanto investimenti seri sulle energie rinnovabili possono assicurare”. “Una strada che l’Emilia-Romagna ha già intrapreso anche con il progetto del più grande parco eolico in mare proprio a largo delle coste ravennati”.

Opposizione responsabile”

Alberto Ancarani, capogruppo in consiglio comunale Forza Italia Berlusconi per Ancarani – PrimaveRA Ravenna sul rigassificatore: “se esiste un presunto “modello Ravenna” De Pascale deve ringraziare prima di tutto e di tutti proprio l’opposizione locale di centrodestra”. “Ha responsabilmente scelto di esprimere già due volte un chiaro voto di sostegno su questi temi, consentendo, di fatto, al Sindaco di poter raccontare alle agenzie nazionali di stampa che a Ravenna c’è coesione”. E’ la prova che quando il centrodestra si trova a fare scelte forti che impattano sull’interesse nazionale, esse vengono prima della tattica e della partigianeria politica”.

“Al limite del paradosso”

Ravenna in Comune “si trova completamente d’accordo con la posizione espressa dalle ragazze e dai ragazzi dei Fridays for Future: ‘Le modalità con cui oggi si sta affrontando la transizione energetica sono al limite del paradosso: invece di riconoscere l’urgenza della crisi climatica ed operare di conseguenza si stanno determinando scelte di carattere geopolitico ed economico che nulla hanno a che vedere con le soluzioni veramente necessarie’”.

Infrastruttura inutile”

Legambiente dal canto suo ha presentato osservazioni sul rigassificatore, che viene giudicato “infrastruttura inutile, incoerente e pericolosa”. A Ravenna si è svolta poi la seconda manifestazione contro il rigassificatore: dopo il presidio che ha avuto luogo sabato 30 luglio 2022 a Marina di Ravenna, domenica 11 settembre, alle 9 è partita dal Pala de André la marcia per il clima “Contro i Rigassificatori” terminata poi a Punta Marina, organizzata dal Coordinamento Ravennate Per Il Clima Fuori dal Fossile.