Fonte: Comune di Forlì

Dalla scuola di musica di Koper (Slovenia) a quella di Prizren (Kosovo) 

Hanno viaggiato per più di mille chilometri: da Koper, in Slovenia a Prizren, Kosovo, due stati che fino a poco più di vent’anni fa facevano parte di un unico, grande paese, la Jugoslavia, e oggi sono separati da tre frontiere con cavalli di frisia, poliziotti e lunghe code per attraversarle. Ma il dono della Glasbena Sola diretta da Iztok Babnik ce l’ha fatta a raggiungere la scuola di musica “Lorenc Antoni” del collega e amico Vesel Krasniqi. E da oggi la piccola scuola dipinta di rosa di Prizren può offrire ai suoi studenti un pianoforte mezzacoda e un verticale Petrof. Non più conformi agli standard delle scuole di musica slovene, i due strumenti sono però un dono dal cielo per il poverissimo Kosovo, che con i suoi circa due milioni di abitanti ospita ben 10 scuole di musica da centinaia di allievi ciascuna.

Questo esempio di vera cooperazione internazionale nasce da Forlì, dal progetto “La musica, un ponte fra i popoli” a cura della associazione No.Vi.Art (Arti per la nonviolenza) che è partita dal 2013 creando un “ponte” fra l’Italia e il Kosovo, e poi ha allargato la rete dei partner ad altri otto paesi (Bosnia-Erzegovina, Grecia, Montenegro, Nord Macedonia, Romania, Serbia, Slovenia, Spagna). Lo scopo prioritario di No.Vi.Art, il cui progetto è sostenuto, fra gli altri, dal Comune di Forlì, dalla Fondazione Cassa dei Risparmi, da Romagna Acque, e che ha il patrocinio del Ministero degli Esteri e della Cooperazione, è utilizzare la musica per far dialogare giovani europei che però ignorano a volte la realtà di paesi anche vicini, oppure, è il caso degli stati nati dalla dissoluzione della Jugoslavia o anche di Grecia e Nord Macedonia, vivono ancora ferite aperte e laceranti di morti, di violenze, di persone scomparse.

“La musica, un ponte fra i popoli” che vede come momento clou il “Festival della musica giovane del Mediterraneo” svoltosi quest’anno a Forlì in luglio, tenta di realizzare tutto ciò, di riallacciare rapporti, eliminare diffidenze e paure: e ci riesce, innescando inoltre buone pratiche di cooperazione. Ne sono dimostrazione questo dono nato dalla constatazione delle grandi necessità del Kosovo da parte del direttore sloveno, i rapporti che restano dopo il Festival fra giovani, docenti, direttori, e le iniziative in cui gli uni ormai coinvolgono gli altri anche senza il contributo di No.Vi.Art: e così i ragazzi kosovari vanno a Belgrado per partecipare alle competizioni annuali della scuola di musica “Davorin Jenko”, l’associazione Polyhymnia di Skopje coinvolge l’Istituto musicale “A. Masini”, main partner italiano di “La musica, un ponte fra i popoli”, in un progetto europeo. Gli esempi sono moltissimi. E tutto nasce a Forlì: dove No.Vi.Art ha imparato e mette in pratica la cultura dell’incontro, della solidarietà e di una cooperazione silenziosa, che getta piccoli ma robusti semi”.