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La circolare del Ministero: in caso di non corrispondenza fra i due, multa solo all’avventore

Tante le domande che ci si pongono ultimamente sulle normative riguardanti il famoso Green Pass, ovvero la “Certificazione verde Covid-19” che permette di accedere ad alcuni eventi che lo richiedano, così come di sedersi a mangiare al ristorante al chiuso e di consumare al tavolo anche nei bar.

Il 10 agosto 2021 il Ministero dell’Interno ha diramato una circolare (qui sotto in allegato) di chiarimento relativa alle disposizioni in materia di verifica delle certificazioni verdi dalla quale si evince che in caso non si accerti la corrispondenza tra il Green Pass e l’identità del possessore, la sanzione risulterà applicabile nei confronti del solo avventore, laddove non siano riscontrabili palesi responsabilità anche a carico dell’esercente.

Quando si cerca di accedere quindi ad un evento o ad un’attività che lo richiede, vi sono alcune figure che obbligatoriamente devono chiedere agli avventori di esibire il Green Pass. Le figure incaricate di ciò sono le seguenti:

  • i pubblici ufficiali nell’esercizio delle relative funzioni;
  • il personale addetto ai servizi di controllo delle attività di intrattenimento e di spettacolo in luoghi aperti al pubblico o in pubblici esercizi, iscritto nell’elenco di cui all’art. 3, comma 8, della legge 15 luglio 2009, n. 94;
  • i soggetti titolari delle strutture ricettive e dei pubblici esercizi per l’accesso ai quali è prescritto il possesso di certificazione verde COVID-19, nonché i loro delegati;
  • il proprietario o il legittimo detentore di luoghi o locali presso i quali si svolgono eventi e attività per partecipare ai quali è prescritto il possesso di certificazione verde COVID-19, nonché i loro delegati;
  • i vettori aerei, marittimi e terrestri, nonché i loro delegati;
  • i gestori delle strutture che erogano prestazioni sanitarie, socio-sanitarie e socio-assistenziali per l’accesso alle quali, in qualità di visitatori, sia prescritto il possesso di certificazione verde COVID-19, nonché i loro delegati.

Controllo del documento d’identità

Vi è però anche una “seconda fase” dei controlli sulla quale sono piovute diverse domande, si tratta dell’accertamento dell’identità della persona e della corrispondenza coi dati del Green Pass.

Si tratta, ad ogni evidenza, di un’ulteriore verifica che ha lo scopo di contrastare casi di abuso o di elusione delle disposizioni.

È importante sottolineare, come si legge nella circolare del Ministero che: “La verifica dell’identità della persona in possesso della certificazione verde ha natura discrezionale ed è rivolta a garantire il legittimo possesso della certificazione medesima. Tale verifica si renderà comunque necessaria nei casi di abuso o elusione delle norme, come, ad esempio, quando appaia manifesta l’incongruenza con i dati anagrafici contenuti nella certificazione”.

Controllare l’identità degli avventori si rivela dunque obbligatorio solo nel caso in cui sia palese la non congruenza dei dati apparsi sulla certificazione verde con quelli di colui/colei che cerca di accedere, in caso contrario gli addetti al controllo non sono obbligati al controllo dell’identità.

Allegati:

  • Circolare del Ministero dell’Interno sul Green Pass – SCARICA ADESSO