Foto di repertorio shutterstock

L’Assessore Paola Casara: “Siamo riusciti infine ad assicurare una risposta positiva a tutte le 2.239 domande presentate dalle famiglie del comprensorio”

Anche quest’anno il Comune di Forlì, in qualità di capofila del Distretto dei Comuni della Romagna forlivese, ha aderito al progetto per la conciliazione vita-lavoro per favorire la frequenza dei centri estivi e aiutare le famiglie del territorio ad affrontare il costo delle rette. “Dopo un lungo percorso di interlocuzione con la Regione Emilia Romagna, siamo riusciti a soddisfare tutte le 2.239 domande pervenute ed istruite dai 15 Comuni del distretto, di cui 1.372 del Comune di Forlì” – spiega l’Assessore alle politiche educative e ai giovani Paola Casara – “il primo elemento da segnalare a conclusione delle procedure di iscrizione è un significativo aumento del numero delle domande di accesso al beneficio da parte delle famiglie del distretto rispetto agli anni precedenti: n. 1.017 nel 2019 e n. 780 nel 2020″.

“Tale incremento è dovuto sia alla necessità delle famiglie di fruire del servizio estivo, anche al fine di far vivere ai propri figli momenti di socialità perduta nell’ultimo anno scolastico a causa della pandemia, sia alla modifica del requisito economico-sociale stabilito dalla Regione per l’assegnazione del contributo (aumento del tetto ISEE da 28.000 euro a 35.000 euro). Chiaramente” – spiega l’Assessore Casara – “questa modifica dei requisiti per accedere ai voucher ha determinato un aumento considerevole delle domande che, a nostro avviso, avrebbe dovuto essere accompagnato da un aumento degli stanziamenti da parte della Regione Emilia Romagna. Cosa che invece non è accaduta perché al Comune di Forlì, che gestisce il progetto in qualità di capofila del Distretto, è stata assegnata la somma di 249.881 euro, pari a quella degli scorsi anni. Tutto ciò ha comportato la necessità di reperire risorse finanziarie aggiuntive rispetto a quelle già stanziate dalla Regione sul Fondo Sociale Europeo”.

“Avendo preso atto che a queste condizioni si sarebbero soddisfatte un numero ridotto di domande, escludendo dal beneficio tantissime famiglie che ne avevano fruito negli scorsi anni, ci si è subito attivati, in sinergia con gli altri Comuni, per conoscere se e quali azioni la Regione avrebbe messo in atto per fronteggiare la problematica emersa. Le famiglie, specie quelle a basso reddito, condizionano infatti la conferma di iscrizione e di frequenza del centro estivo alla certezza di avere il voucher. Grazie alla possibilità fornita dal Ministero per le pari opportunità e la famiglia di utilizzare anche la quota del fondo di cui all’art. 63 del Decreto sostegni bis (253.191,51 euro), siamo riusciti infine ad assicurare una risposta positiva a tutte le 2.239 domande presentate dalle famiglie del comprensorio. Pur con grande sforzo, è stata dunque garantita la capillarità e l’accessibilità dell’offerta dei servizi estivi rivolti ai minori su tutti i territori. Segno che oltre a una gran voglia di ritorno alla socialità nel rispetto delle misure di prevenzione dei contagi, questa misura sta contribuendo anche all’importante obiettivo condiviso di una maggiore inclusione sociale della nostra Regione.”