foto di repertorio shutterstock

I dati provvisori forniti dall’Osservatorio per l’educazione alla sicurezza stradale

Sono stati resi noti all’Osservatorio per l’educazione alla sicurezza stradale i dati provvisori relativi ai morti sulla strada nell’ultimo anno.

Come si sa il 2020, caratterizzato dalla pandemia di Covid-19, ha visto periodi di lockdown e restrizioni più o meno ampie, che hanno evidentemente inciso su tutti gli aspetti sociali, flussi di traffico compresi. Gli effetti sul traffico stradale sono scaturiti da significative riduzioni degli spostamenti (scuole chiuse o parzialmente aperte, possibilità di smartworking, …) e da modifiche della propensione a utilizzare il trasporto pubblico.

Le riduzioni di traffico sono state più significative nelle strade locali rispetto a quelle destinate alla grande circolazione, considerato che l’Emilia-Romagna e Bologna sono zone centrali e di attraversamento per chi deve transitare verso nord da sud e viceversa.

Queste premesse, secondo l’Osservatorio, spiegano che la riduzione dei decessi avvenuti a seguito di incidente stradale in Emilia-Romagna nel 2020 (164) rispetto ai 352 nel 2019 non è da imputarsi a comportamenti virtuosi, ma a condizioni straordinarie ed irripetibili (speriamo) dovuti alla presenza del virus Covid-19 e alle conseguenti azioni per limitarne la diffusione.

I dati provincia per provincia

Il 2020 è un anno molto importante per la sicurezza stradale: al 31 dicembre si è chiuso il decennio relativo al secondo obiettivo di dimezzare i parametri degli Stati membri dell’Unione Europea relativi all’incidentalità stradale, rispetto a quelli del 2010.

Per quanto attiene quello più importante, i decessi, la nostra regione ha centrato l’obiettivo, perché non avrebbe dovuto superare le 203 unità.

L’obiettivo è stato centrato, ma va considerato che tale cifra è stata raggiunta considerando i mesi di lockdown e le restrizioni a seguito degli atti sia del Presidente del Consiglio che delle Autorità locali.

La pandemia ha profondamente mutato la vita di tutti e la mobilità ha subito uno stop come non era mai successo.

Nel periodo di lockdown il tasso di mobilità (percentuale di persone che hanno compiuto almeno uno spostamento in giornata, ad eccezione dei tragitti a piedi inferiori ai 5 minuti) è scesa al 32%, contro l’85% ante Covid-19, impattando pesantemente anche sulla lunghezza media degli spostamenti (40%).

Le conseguenze sono un ridotto rischio, di essere soggetto o oggetto di incidenti stradali, come attestano i dati sopra riportati.

In sintesi, emergono diminuzioni che nella regione Emilia-Romagna toccano anche punte del 91,8% (90% in Italia) durante il mese di aprile; mediamente il decremento degli incidenti stradali è stato dell’80,3% a marzo e dell’85,8% ad aprile (72% a marzo e 85% ad aprile in Italia).

La Commissione europea persegue e rafforza il suo obiettivo di azzerare il numero dei decessi entro il 2050 (vision zero), perché gli incidenti stradali sono “assassini silenziosi”.

Da pochi giorni è uscito un suo documento sulla sicurezza stradale che si sofferma su:

  • Acquisizione della patente di guida: esami più severi che riguarderanno non solo la conoscenza del Codice della Strada ma anche l’acquisizione della consapevolezza dei rischi quando si è sulla strada;
  • Si comincia a parlare di formazione post patente, anche perché la popolazione invecchia e necessita di corsi obbligatori di aggiornamento. Stabilito, inoltre, che dal 2022 sia obbligatoria la presenza del dispositivo “alcol lock”, misuratori che attraverso l’analisi del fiato dell’autista segnalano se si superano o meno i parametri alcolemici. In caso di superamento del limite il mezzo non si accende.

Già dal 2021, in alcuni casi specifici (aver causato gravi incidenti per alcolemia) sarà obbligatorio l’istallazione.

Sulle auto sarà presente il dispositivo isa per autoregolare la velocità in alcuni tratti stradali e la scatola nera per la registrazione degli incidenti.

Ricordiamo che in Italia finalmente da quest’anno i proventi dei dispositivi che tengono sotto controllo il sistema viario (per eccesso di velocità) avranno l’obbligo di essere utilizzati per accrescere la sicurezza stradale.

Analisi delle probabili cause e concause

Distrazione: è causa o concausa di comportamenti che creano incidentalità; oltre l’81%.

Ci sono tre grandi cause di distrazioni alla guida:

  • Distrazioni manuali: tutte quelle azioni che non ci fanno tenere saldamente il volante con due mani come: maneggiare sigarette, navigatori, rasoi, trucchi, usare un cellulare, bere bibite o mangiare.
  • Distrazioni visive: tutte quelle azioni che ci fanno allontanare lo sguardo dalla strada come: guardare il navigatore, leggere un sms, cercare qualcosa.
  • Distrazioni cognitive: tutte quelle azioni che ci fanno perdere la concentrazione alla guida come: pensare a problemi, ripassare mentalmente un discorso, organizzare la giornata.

Mancato rispetto della distanza di sicurezza è un’altra causa di incidentalità. Segnaliamo che il nostro Codice non riesce ancora a quantificare la distanza di sicurezza obbligatoria e viene addebitata l’infrazione di “insufficiente distanza di sicurezza” solo dopo che è avvenuto un tamponamento e le Forze dell’Ordine hanno verificato che la distanza era insufficiente.

Così si va avanti all’infinito senza mai prevenire i tamponamenti.

Il 45% degli incidenti è dovuto a tamponamenti, e spesso sono coinvolti i mezzi pesanti. Ci chiediamo perché il Governo non inserisca degli incentivi per facilitare lo svecchiamento del parco automezzi pesanti, con la conseguente presenza su strada di camion dotati dei sistemi di sicurezza all’avanguardia ed in grado di ridurre drasticamente questa causa di incidentalità.

Abitudinarietà del percorso: altro particolare di non poco conto, perché porta ad un “distacco” della attenzione alla guida e ad una (falsa) sicurezza psicologica sulla “conoscenza” del percorso inducendo ad una minore attenzione”.

Aggressività stradale: I vari esponenti delle Forze dell’Ordine affermano che è in costante aumento il fenomeno della aggressività tra i vari utenti della strada con insulti e minacce verbali e gestuali rivolte in particolare alle donne e agli anziani anche per futili motivi.

La presenza di questa cosiddetta road rage – rabbia stradale è anche causa di mancanza di attenzione alla guida.

Abuso di alcol e sostanze stupefacenti: Guidare sotto l’influenza di alcol e stupefacenti incrementa il rischio di incidente del 35,9 volte e da recenti statistiche risulta che quasi il 50% degli incidenti stradali mortali abbia proprio come concausa l’abuso di alcool e di sostanze stupefacenti.

La novità è che il fenomeno colpisce prevalentemente la fascia di età over 40, mentre si è ridotto quello delle cosiddette “stragi del sabato sera”.

La mobilità sostenibile, la “Vision Zero (zero morti sulle strade)”, la sicurezza di tutti gli utenti sono obiettivi di una società civile.