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I contenuti dell’ordinanza

“Per tutta la giornata del 31 dicembre 2020 e del 1° gennaio 2021, su tutto il territorio comunale, è vietato usare petardi, botti, razzi, castagnole e simili artifici esplodenti e fortemente rumorosi.”

“Salvo che il fatto non costituisca reato, l’inosservanza degli obblighi e divieti di cui alla presente ordinanza comporterà, ai sensi dell’art. 7 bis del Decreto Legislativo 18 agosto 2000 n. 267, così come integrato dal Decreto Legge 31 marzo 2003 n. 50 convertito con Legge 20 maggio 2003 n. 116, l’applicazione della sanzione amministrativa pecuniaria da 25 euro a 500 euro.”

“Durante le festività di fine anno è consuetudine fare scoppi di petardi, mortaretti e artifici similari, nonché di fuochi pirotecnici di libera vendita, concentrati in particolare nella notte di Capodanno, nei minuti dopo la mezzanotte, ma anche, seppure in modo più sporadico, nei giorni immediatamente precedenti o successivi. Tale pratica può essere motivo di notevole afflusso ed assembramento di persone che l’emergenza sanitaria in atto e la normativa vigente emanata per contenerla, impongono di evitare in ogni occasione.”

“La predetta pratica, inoltre, anche a causa del volume di forza esplodente che viene liberata dalla contemporaneità degli scoppi, rischia di procurare danni o lesioni alle persone, anche gravi e gravissimi, provocati dall’uso improprio o dal malfunzionamento di detti ordigni, oltre ad effetti traumatici agli animali d’affezione a causa del panico da rumore e da questi alle persone che li circondano. Il rumore dei botti, inoltre, può provocare, ad esempio nei cani, ansia, attacchi di panico, palpitazioni e incremento di fughe, a cui si può aggiungere una maggior probabilità di crisi epilettiche e convulsioni, oltre che maggior probabilità di incidenti
domestici e non, esponendoli al rischio di smarrimento.”

“L’assistenza ai feriti da mortaretti, petardi e ordigni pirotecnici può comportare disagi al regolare funzionamento delle strutture sanitarie del territorio già gravate dagli oneri di gestione dell’emergenza sanitaria in corso e, conseguentemente, alle persone che per altre cause vi accedono.”