CNA organizza un seminario online venerdì 23 ottobre alle ore 10

Il DPCM del 18 ottobre 2020 ha riscritto le disposizioni per lo svolgimento delle attività sportive riguardo le specifiche discipline e i tipi di attività consentiti o vietati. Palestre, piscine e centri sportivi rimangono aperti, ma potrebbero essere chiusi tra una settimana se la situazione dei contagi dovesse ulteriormente aggravarsi. Le strutture, ha annunciato il premier Conte, avranno sette giorni di tempo per adeguarsi ai protocolli di sicurezza anti Covid-19.

Per supportare gli operatori del settore, che potranno così verificare di essere in regola, CNA organizza un webinar, seminario online, venerdì 23 ottobre alle ore 10. In un incontro di circa un’ora, i consulenti di CNA ripercorreranno tutte le misure fino ad ora introdotte, dal protocollo ai vari DPCM. Relatori saranno il responsabile del Servizio Ambiente e Sicurezza CNADavide Ghetti  e dell’unione CNA Servizi alla ComunitàDaniele Mazzoni.

Il webinar è gratuito ed è possibile partecipare, previa iscrizione dal sito www.cnafc.it, sia collegandosi da PC che da smartphone. 

“Dispiace leggere e ascoltare il Presidente del Consiglio affermare che le palestre non applicano le ordinanze previste – dichiara Daniele Mazzoni, responsabile CNA Servizi alla comunità Forlì-Cesena – e dispiace ancora di più come è stata gestita l’informazione sul mondo delle attività sportive, mettendo in evidenza il rischio della mancata applicazione dei protocolli creando timore e confusione. Naturalmente, è fondamentale salvaguardare la salute delle persone e la tenuta del sistema sanitario, ma non risultano evidenze di focolai scaturiti nelle palestre e nelle varie attività sportive svolte”. 

“Non si capisce perché debba essere data una settimana di tempo per adeguarsi ai protocolli previsti dalle federazioni sportive, dal Coni, dalla Regione quando basta fare un giro per le varie palestre per vedere che le strutture si sono attivate per adeguarsi e rendere totalmente a posto la propria attività anche con investimenti significativi, per soddisfare quanto richiesto dalle norme. Queste attività sono in regola – conclude Mazzoni – e hanno soddisfatto quanto richiesto rispettando norme e protocolli, nonché tutte le prescrizioni igieniche nei confronti dei clienti. Vogliono continuare a svolgere il proprio lavoro come tutte le altre imprese. Non ci pare giusto che, se ci sono pochi che non si sono organizzati e non rispettano le regole, tutte ne debbano soffrire.”