Blocco anche per lo sport amatoriale, ma non per le società riconosciute dal CONI. Stadi e palazzetti aperti con il 15% della capienza e massimo 1000 spettatori

Entra in vigore oggi, martedì 13 ottobre, il nuovo Dpcm per il contrasto alla diffusione del Covid-19 firmato dal Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, e dal Ministro della Salute, Roberto Speranza. Le misure adottate rispecchiano più o meno quelle che erano state annunciate nei giorni scorsi nelle indiscrezioni, con stretta sulla movida (chiusura locali alle 24) e limitazioni a gite, sport amatoriale e feste private.

Di seguito i principali provvedimenti, che saranno validi per i prossimi 30 giorni:

Obbligo di utilizzo della mascherina

“È fatto obbligo sull’intero territorio nazionale di avere sempre con sé dispositivi di protezione delle vie respiratorie, nonché obbligo di indossarli nei luoghi al chiuso diversi dalle abitazioni private e in tutti i luoghi all’aperto a eccezione dei casi in cui, per le caratteristiche dei luoghi o per le circostanze di fatto, sia garantita in modo continuativo la condizione di isolamento rispetto a persone non conviventi, e comunque con salvezza dei protocolli e delle linee guida anti-contagio previsti per le attività economiche, produttive, amministrative e sociali, nonché delle linee guida per il consumo di cibi e bevande”.

Questo è quanto scritto all’Articolo 1 del Dpcm, che conferma una misura già in vigore da settimana scorsa.

Cene a casa con massimo sei persone non conviventi

Nel Dpcm è presente il divieto di feste private al chiuso o all’aperto, ma vi è anche una “forte raccomandazione” a evitare di ricevere in casa, per feste, cene o altre occasioni, più di sei familiari o amici con cui non si conviva.

La stretta sulla movida

Chiusura forzata per bar e ristoranti dopo mezzanotte, ma soprattutto, e forse è questa la grande novità del Dpcm, divieto di consumare in piedi già dalle 21, sia al chiuso che all’aperto. L’obiettivo è quello di fermare eventuali assembramenti fuori dai locali, che la sera potranno quindi effettuare solo servizio al tavolo. Restano chiuse le discoteche.

Stop allo sport amatoriale

Niente più calcetto tra amici e stop a tutti gli sport di contatto a livello amatoriale. Ma gli stessi sport di contatto restano consentiti “da parte delle società professionistiche e – a livello sia agonistico che di base – dalle associazioni e società dilettantistiche riconosciute dal Comitato olimpico nazionale italiano (CONI), dal Comitato italiano paralimpico (CIP), nel rispetto dei protocolli emanati dalle rispettive Federazioni sportive nazionali, Discipline sportive associate ed enti di promozione sportiva, idonei a prevenire o ridurre il rischio di contagio nel settore di riferimento o in settori analoghi”.

A differenza di quanto si era creduto in un primo momento, non si blocca lo sport dilettantistico, dove vi sono protocolli concordati tra le federazioni e le autorità sanitarie: la differenza fondamentale è tra sport amatoriale, come il calcetto tra amici, che viene bloccato, e dilettantistico, come gli allenamenti di società di campionati minori, che invece prosegue.

Niente gite scolastiche

Tra i divieti che tornano c’è anche quello delle gite scolastiche.

Limite spettatori per cinema e concerti

Per gli spettacoli resta il limite di 200 spettatori al chiuso e 1000 all’aperto, naturalmente sempre con l’obbligo di posti a sedere e il vincolo di un metro tra un posto e l’altro. In questo caso viene concesso alle regioni e alle province autonome la possibilità di stabilire un diverso numero massimo di spettatori, comunque in accordo con il Ministero della Salute. Vengono infine sospesi quegli eventi nei quali non sia possibile mantenere le distanze.

Capienza di stadi e palazzetti

Resta consentito l’accesso del pubblico alle competizioni sportive, con capienza massima di stadi e palazzetti limitata al 15% e un massimo di 1000 spettatori all’aperto e 200 al chiuso. Anche in questo caso va garantita l’assegnazione di posti a sedere, la distanza di almeno un metro e la misurazione della febbre all’ingresso.

Come per gli spettacoli, alle regioni e alle province autonome viene concesso, in accordo con il Ministero della Salute, di stabilire un diverso numero di partecipanti, in considerazione delle dimensioni e delle caratteristiche dei luoghi e degli impianti.