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Tampone negativo per il vescovo che rimarrà in quarantena fino al 13 ottobre

Don Enrico Casadei Garofani, parroco di Schiavonia e della SS. Trinità è risultato positivo al coronavirus e da martedì 6 ottobre è ricoverato nel reparto malattie infettive del Morgagni-Pierantoni, non in terapia intensiva.

Il vescovo, mons. Livio Corazza, don Enrico Casadio, parroco di San Mercuriale e padre Florin Hanis, parroco della comunità romena ortodossa, che nei giorni scorsi hanno avuto contatti con don Casadei, si sono sottoposti al tampone e all’esame sierologico, risultati entrambi negativi, ma dovranno comunque rimanere in quarantena fino al 13 ottobre.

“Sono in comunicazione costante con don Enrico via social – afferma mons. Corazza in un messaggio inviato per email ai sacerdoti – ora è in miglioramento. Don Enrico ha seguito sempre scrupolosamente i protocolli di sicurezza e, fino a questo momento, non risulta aver contratto il virus chi è entrato in contatto con lui. Ho constatato di persona come le autorità sanitarie continuano a seguire quotidianamente coloro che sono in quarantena anche se negativi. Colgo l’occasione per raccomandare a tutti massima prudenza, per la propria e altrui salute. Ci attendono giorni da vivere con responsabilità e fiducia. Il Signore è vicino e ci sostiene sempre. Vi chiedo di pregare per noi, per il personale sanitario e per tutte le persone che ogni giorno soffrono a causa del covid e delle sue conseguenze”.

Il Vescovo, che continua a guidare la Diocesi attraverso le telefonate e le comunicazioni sui social con i collaboratori, non potrà presenziare agli impegni già agenda tra i quali sabato 10 ottobre l’amministrazione del sacramento della cresima a Vecchiazzano e a San Giovanni Evangelista e domenica 11 l’amministrazione della cresima a San Giuseppe Artigiano e l’ingresso dei nuovi parroci a Bertinoro e a San Pietro in Trento e sarà sostituito dal vicario generale, mons. Pietro Fabbri e dai vicari episcopali.

Nelle parrocchie e nelle chiese, nella celebrazione delle messe e dei sacramenti e nelle varie attività pastorali, continuano ad essere applicati i protocolli anticovid previsti per la sicurezza.