Gli operatori dell’Ufficio Prevenzione Generale sono riusciti a recuperare una serie di immagini da telecamere private della zona, ricostruendo quello che era realmente accaduto

La Polizia di Stato ha segnalato alla Procura della Repubblica un uomo di 45 anni, ed i suoi figli di 23 e 19, tutti residenti a Forlì, ipotizzando nei loro confronti i reati di danneggiamento e violenza privata, mentre una cittadina straniera 56enne, anch’essa residente in città, per il reato di furto aggravato.

La vicenda nasce da un intervento della Volante dell’Ufficio Prevenzione Generale della Questura di Forlì svolto verso la fine di maggio, quando la Polizia venne richiesta per la presenza di probabili truffatori di origine campana in un parcheggio di un supermercato cittadino. Quando gli agenti sopraggiunsero, trovarono ad attenderli l’uomo 45enne e i suoi due figli, tutti e tre di origine campana (i presunti truffatori) e due forlivesi, uno 70 enne l’altro 80enne, che erano in lite tra loro. Dopo avere sentite le parti e svolti gli accertamenti successivi, si è chiarito che l’alterco era nato a causa di una serie di equivoci.

Dal canto suo, il 45enne campano aveva raccontato di essersi recato in quel supermercato per lasciare un curriculum e di essere ripartito qualche minuto dopo per dirigersi verso un altro supermercato per la stessa incombenza; qui giunto, si era accorto dello smarrimento del portafoglio, per cui era tornato nel luogo precedente, ritrovandolo privo di denaro proprio nei pressi del parcheggio in cui aveva posizionato la sua auto. Notando che lì vicino c’erano i due forlivesi, ciascuno giunto sul posto per fare la spesa ed entrambi in fase di partenza con i loro veicoli, il 45enne aveva pensato che uno di loro due si fosse appropriato del denaro, li aveva bloccati entrambi impedendone la partenza e accusandoli dell’appropriazione, intimando la restituzione della somma. In questa circostanza erano poi intervenuti anche i figli del 45enne, che passando casualmente da lì avevano visto il padre in lite, si erano avvicinati e lo avevano spalleggiato, usando modi bruschi e alzando la voce, anche loro impedendo alle controparti di allontanarsi.

Dal canto loro, i due accusati, del tutto ignari ed estranei rispetto le richieste e le accuse che si erano visti rivolgere, avevano pensato che i tre campani stessero inscenando una piazzata per ordire una truffa, per cui avevano reagito in modo veemente e chiamato la Polizia.

Quel giorno tutti quanti vennero accompagnati in Questura e scaturirono denunce reciproche per quello che era accaduto, ma il denaro non venne ritrovato.

Successivamente, gli operatori dell’Ufficio Prevenzione Generale sono riusciti a recuperare una serie di immagini da telecamere private della zona, ricostruendo quello che era realmente accaduto: immediatamente dopo la partenza del 45enne, nel medesimo stallo in cui aveva parcheggiato si inseriva un altro veicolo, intestato e condotto dalla 56enne straniera, la quale, scendendo per andare a fare la spesa, aveva notato a terra il portafoglio, lo aveva prelevato e controllato, si era trattenuta il denaro abbandonando nello stesso punto il portafoglio. Terminata la spesa si era allontanata e pochi istanti dopo si registrava il ritorno del 45enne e la bagarre con gli ignari forlivesi.

Grazie all’analisi dei dettagli delle immagini è stato possibile la ricostruzione parziale della targa e l’identificazione della donna, nei cui confronti è scattata la denuncia per furto: infatti, per consolidata giurisprudenza, appropriarsi di una cosa smarrita in relazione alla quale vi sono chiari elementi per identificarne il proprietario (in questo caso i documenti) configura a pieno titolo il reato di furto e non un reato minore o un semplice illecito civile.