Era nato a Ravenna il 21 settembre 1923

Grande lutto nel mondo culturale italiano: ci lascia, all’età di 96 anni, il giornalista, scrittore, poeta, politico e figura di spicco della televisione italiana Sergio Zavoli.

Nato a Ravenna il 21 settembre 1923, crebbe a Rimini, e diventò una figura di spicco nel mondo dell’informazione italiana.

Grande amico di Federico Fellini, cominciò da subito l’attività di cronista, passando poi allo sport in radiocronaca per la Rai seguito subito da ricche inchieste le quali fecero notare il suo grande talento che gli fece guadagnare un posto stabile in televisione.

Fu l’ideatore delle trasmissioni come “Processo alla tappa” dedicato al Giro d’Italia e “Nascita di una dittatura”.

A Zavoli venne poi affidata la direzione del Gr1 (Giornale Radio Rai), dopodiché ricoprì la carica di presidente della Rai per sei anni, dal 1980 al 1986.

Scaduto il mandato, tornò alle amate inchieste che lo portarono a fondare un altro importantissimo programma: “La notte della Repubblica” dedicato agli anni di piombo.

Zavoli fu anche direttore della televisione di San Marino e del quotidiano di Napoli “Il Mattino”.

Il 2001 fu l’anno dell’elezione al Senato nelle file del centrosinistra e nel 2009, venne eletto presidente della commissione di Vigilanza sulla Rai: carica che ricoprì fino al 2013.

Il cordoglio di Emma Petitti, presidente dell’Assemblea legislativa regionale

“Ci ha lasciato Sergio Zavoli, maestro del giornalismo d’inchiesta, scrittore e politico. È una notizia che apprendo con grande dolore. Sergio Zavoli ha avuto il raro dono di saper essere uomo di qualità senza essere altezzoso. Che fosse dietro le cineprese di ‘Processo alla tappa’ o alla guida della Rai, che stesse intervistando qualche protagonista degli anni di piombo per ‘La notte della Repubblica’ o parlasse di Fellini era sempre lui: una persona sobria, conscia del proprio ruolo. Per l’Emilia-Romagna è stato per quasi un secolo un simbolo, per Rimini ha rappresentato un punto fermo della vita cittadina, sia politica, sia intellettuale. La sua morte ci priva di un faro, di un uomo dai pensieri lunghi e dalle idee chiare. Capace di mettere le tecnologie al servizio della persona, come ci insegna la vicenda di Publiphono, il servizio di ‘radiodiffusione’ sulle spiagge della Riviera inventato proprio dal grande giornalista. La Regione Emilia-Romagna gli è anche debitrice degli anni in cui fu Presidente della Fondazione per le Vittime di reati, dando lustro alla Regione e a tutta la nostra terra”. Così Emma Petitti, presidente dell’Assemblea legislativa regionale, appresa la notizia.

“Ci siamo incrociati in molte occasioni e dibattiti politici in questi anni- ricorda la presidente del Parlamento regionale- e ogni volta era per me un estremo piacere. Considero una fortuna averlo conosciuto, aver potuto ammirare da vicino la sua cordialità, la sua intelligenza e capacità di analisi. Le sue inchieste hanno fatto la storia dell’informazione pubblica, per serietà e accuratezza nel narrare storie e testimonianze. Era e rimarrà un riminese d’adozione, per il suo forte legame con la nostra terra e la sua genialità, la sua capacità di guardare oltre i confini del presente. Mi piacerebbe che a Sergio Zavoli fosse dedicata una piazza, una via o un simbolo della nostra città, che l’ha stimato e amato. Le mie condoglianze vanno alla famiglia e a chi gli ha voluto bene”.

Il cordoglio di Stefano Bonaccini

“Ci lascia un grande giornalista, un maestro della televisione, uno straordinario narratore e osservatore del proprio tempo, che fu anche uomo delle Istituzioni. Una figura di straordinario spessore, umanità, intelligenza e cultura, che ha messo la propria vita a disposizione del servizio pubblico”.

Così il presidente della Giunta regionale dell’Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, ricorda Sergio Zavoli, giornalista, scrittore e politico, che si è spento all’età di 96 anni.

“Zavoli era nato a Ravenna- aggiunge Bonaccini-, cresciuto a Rimini, di cui era cittadino onorario, aveva radici forti e un solido legame con questa terra, di cui resterà una delle espressioni più alte. Alla nostra Regione, lo voglio ricordare, ha fatto un dono grandissimo. Dal 2004 al 2017 ha presieduto la Fondazione emiliano-romagnola per le vittime dei reati: strumento di sostegno vero, sia morale che economico, per chi ha subito e sofferto reati particolarmente efferati. E anche in questo ruolo ha messo tutto sé stesso, e il suo forte senso della giustizia e della verità. Ai familiari- aggiunge il presidente- va l’affettuoso pensiero e il commosso abbraccio dell’intera comunità regionale”.

Il cordoglio dell’Amministrazione Comunale di Forlì

La scomparsa di uno dei maestri del giornalismo e della televisione italiana colpisce profondamente la nostra comunità. Uomo di cultura e giornalista d’esperienza, Zavoli era un profondo estimatore della lingua italiana e un immenso intellettuale. Il suo stile era inconfondibile, il suo tratto rigoroso e serio. Nel raccontare la storia di questo Paese, Zavoli informava e si informava, restituendo al pubblico italiano storie di vita quotidiana impreziosite dalla sua penna eccezionale, autorevole, mai schiava del sensazionalismo. In questo triste momento per l’Italia intera, a nome dell’Amministrazione comunale di Forlì, esprimo i sentimenti di cordoglio e vicinanza ai familiari, ai colleghi e agli amici, ma anche al mondo del giornalismo e a quello della cultura che perde uno dei suoi migliori volti e interpreti.

Il cordoglio del Sindaco di Cesena, Enzo Lattuca

Un uomo di cultura e un giornalista che ha raccontato l’Italia con una comunicazione chiara e pulita entrata nelle case di tutti gli italiani. Il Sindaco Enzo Lattuca ricorda in questo modo Sergio Zavoli, grande maestro del giornalismo, saggista e parlamentare, morto nella serata di ieri all’età di 96 anni.

Ho avuto l’onore di conoscere personalmente il senatore Sergio Zavoli qui a Cesena in occasione delle celebrazioni del 25 aprile 2011. All’epoca ero un Consigliere comunale e ascoltavo con ammirazione quel professionista della cronaca che ha sempre rifiutato i toni alle volte troppo strumentali ed enfatici di un certo giornalismo, prediligendo un linguaggio elegante ed empatico che potesse coinvolgere tutti. Di Zavoli resta la lezione dell’uomo mite rispettoso delle Istituzioni e dell’impegno civico. Una lezione che tutti noi dovremmo rendere più nostra. Le mie più sincere condoglianze, e di tutta la comunità cesenate, alla famiglia Zavoli e alla Città di Rimini”.