Riportiamo le reazioni

Il coordinatore del Comitato di quartiere Coriano-Pianta ospedaletto Josè Molina ha inviato una lettera al sindaco e ai consiglieri di Forlì.

“Il Comitato di Quartiere Coriano Pianta Ospedaletto ha appreso dagli organi di informazione che in data 19 maggio 2020 è stata discussa in Commissione consigliare urbanistica la proposta di variante in oggetto. Tale proposta verrà messa in discussione e approvazione nel Consiglio comunale del 25 maggio pv. Si osserva che non è pervenuta nessuna richiesta di parere al Comitato, cosa che sarebbe stata auspicabile costituendo tale variante un impatto significativo sulla qualità della vita dei residenti. La suddetta variante va a modificare una precedente delibera del 2017 e prevede l’inserimento di una struttura Ipermercato alimentare di 2500 mq fra le vie Bertini e Balzella. Il Comitato si fa interprete della preoccupazione di molti residenti del quartiere Coriano che ci hanno contattato a vario titolo e segnala che la zona è già ampiamente servita da strutture di distribuzione alimentare: Simply in via Balzella, Aldi in via Bertini, Conad City in via Marsilio da Padova, Famila in via Cervese angolo via Bertini, Conad Iper di via Punta di Ferro, tutte a pochi minuti di distanza l’una dall’altra. Questa scelta, secondo noi, se venisse confermata, andrebbe a gravare in modo consistente e peggiorativo sulla viabilità di via Balzella-Bertini e di tutte le vie attigue, che non possono sostenere un ulteriore incremento di traffico di auto e di camion, con aumento dell’inquinamento atmosferico in un quartiere già quotidianamente in sofferenza. Si aggiunga poi che la piccola distribuzione alimentare e tutte le attività commerciali in esso presenti, messe a dura prova dal lockdown appena concluso, invece di essere sostenute da politiche di valorizzazione, verrebbero ulteriormente danneggiate. La vicenda della pandemia impone di ripensare l’assetto urbano e chiede politiche di discontinuità col passato. In conclusione il Comitato di Quartiere chiede di evitare ulteriore stress alla vita dei residenti. Chiede di essere informato e coinvolto attivamente nel processo decisionale e di progettazione delle nostre aree urbane. Ribadisce ancora una volta profonda preoccupazione per una scelta che, se adottata, potrebbe arrecare un danno serio agli abitanti e alle attività di convivenza e produttive della zona.”

La nota del Responsabile PMI di Forza Italia Massimo Viroli.

“Mi corre l’obbligo, come Responsabile Provinciale di dei rapporti con le Piccole e Medie Imprese, di intervenire sulla proposta della Giunta comunale inerente la variante richiesta sul comparto urbanistico insistente fra le Vie Balzella e Bertini. Voglio innanzitutto precisare che, con la variante richiesta, si determinerebbe un’offerta commerciale che, in quanto tale, non rispetterebbe le promesse fatte in campagna elettorale da Forza Italia e dall’attuale coalizione che governa il Comune di Forlì. Tale proposta darebbe un colpo di grazia al nostro già debole Centro Storico. Come responsabile delle PMI di Forza Italia non posso fare a meno di difendere quei pochi e coraggiosi negozianti rimasti in tutta la città. Non si possono neppure accecare ed illudere i cittadini e gli imprenditori del Centro Storico circa un presunto aiuto economico alla città derivante dall’ipotesi che l’importo incassato con gli oneri di urbanizzazione possa essere investito nel Centro Storico di Forlì. Ciò che si verifica in alcune città soprattutto del Nord, dove si è voluta assumere l’iniziativa per rivalutare i Centri Storici, ci insegna che questo può avvenire solo con interventi infrastrutturali e di interesse, senza la creazione di comparti commerciali di grande dimensione vicini allo stesso Centro Storico. Ai cittadini va detta la verità: le grandi offerte commerciali, soprattutto limitrofe ai centri commerciali naturali (C.S.), rendono difficile la stessa convivenza e tendono a creare problemi a questi ultimi. Attualmente a Forlì abbiamo una buona offerta commerciale e addirittura un ipermercato a cinque Km dal Centro Storico e a tre Km dall’insediamento che si vuole realizzare in Via Balzella/Bertini. Va detto, inoltre, che l’attuale offerta alimentare forlivese consta di 27 punti di vendita. Riferendoci a “I Portici” per esempio, va ricordato che si è purtroppo trasformato in un ghetto dove regna lo spaccio di stupefacenti e la prostituzione, a 200 metri dal Centro Storico. La popolazione di Forlì è di circa 118.000 abitanti, di quanti mercati alimentari ha bisogno la nostra città? Anche se il mercato li regolerà, quello che è certo è che Forlì e i suoi imprenditori si possono sostenere solo se il commercio locale, attraverso una buona programmazione, consente loro di fare economia. Vanno create le condizioni perché la città cresca realmente e possano determinarsi condizioni di maggiore benessere per i cittadini e per gli stessi imprenditori.”

Movimento 5 Stelle: “Un danno per il tessuto economico locale, Centrodestra peggiora il progetto già disastroso previsto dalla precedente amministrazione PD, si rinvii la decisione per ponderare meglio la scelta.”

L’attuale amministrazione di Centrodestra si dimostra ancora una volta in perfetta continuità con la precedente giunta di Centrosinistra, non solo hanno confermato tutti i dirigenti dell’epoca Pd, ma continuano a confermare anche alcuni fra i progetti più disastrosi della precedente giunta, e, in alcuni casi come questo, riescono addirittura a peggiorarli! Nel 2016/2017 noi del Movimento 5 Stelle fummo l’unica forza politica presente in consiglio a contestare e opporsi fermamente alla variante al piano del commercio che diede il via libera ad una insensata proliferazione di medio-grandi strutture di vendita, fu una forzatura incoerente come certificato all’epoca dalle associazioni di categoria e in particolare da Confesercenti. Troppe nuove potenziali strutture di vendita e troppo vicine fra loro senza nemmeno uno studio sugli impatti sul traffico che i grandi centri commerciali, soprattutto alimentari, inevitabilmente generano. E non dimentichiamo che l’esperienza insegna come queste grandi strutture siano terreno fertile solo per gli interessi delle multinazionali e delle grandi catene di franchising, sposteranno quindi la ricchezza del tessuto economico locale fuori da Forlì, con buona pace dei piccoli commercianti del territorio già in estrema difficoltà e di tutto l’indotto. Inoltre l’inevitabile concorrenza fra questi grandi centri commerciali in numero eccessivo e tutti molto vicini, non potrà che generare il flop di alcuni di essi come successe per i Portici, con le conseguenti problematiche di lavoratori licenziati, ma anche di abbandono e degrado di vaste aree inutilmente cementificate. Ma cosa comporta la nuova variante appena proposta? cerchiamo di spiegarlo anche ai meno esperti: sostanzialmente si mette in atto una “cosmesi urbanistica”, mentre a livello comunicativo si sbandiera una riduzione da 10.000 a 8.500 metri quadri di superficie di vendita complessiva, sotto sotto si omette di evidenziare l’insensata autorizzazione di una grande superficie di vendita di tipo alimentare da 2.500 metri quadri che è quella che genera più traffico veicolare, ma soprattutto un maggior vantaggio economico per i proprietari (ben 10 milioni di euro di volume d’affari annui in più secondo Confesercenti). E per cosa “baratta” questo vantaggio l’Amministrazione? per una rotonda, delle fognature e qualche alberello piantato nemmeno lì, ma altrove… Per tutti questi motivi abbiamo chiesto in commissione di rinviare questa delibera e ponderare meglio tutti i fattori in campo, il M5S di certo non potrà mai avallare operazioni del genere! Se invece si continuerà su questa linea l’attuale amministrazione di Centrodestra dimostrerà la stessa manifesta incapacità di pianificare lo sviluppo della città dimostrata dalla giunta PD che li ha preceduti.

Partito Democratico: “Progetto insostenibile; no alle speculazioni.”

In merito al progetto urbanistico di cui si discute in questi giorni, arriva il commento dei DEM in Consiglio comunale: “Leggendo la proposta del Vicesindaco – spiegano – ci è parsa evidente la non compatibilità con il contesto attuale e del territorio; non si comprende dove sia l’interesse pubblico”. ”Si tratta – continuano – di un progetto tutto interno alla nuova amministrazione – depositato ai primi di marzo – che stralcia quasi 3,500 mq di comparto produttivo in favore di una mega struttura a destinazione commerciale alimentare e di un ipotetico nuovo cinema multi-sala tra la Via Bernale e la Via Bertini; è immediato comprenderne gli effetti negativi: depauperamento del centro storico e delle realtà commerciali già insistenti nell’area”. ”Quanto al traffico, ci pare incomprensibile che l’Amministrazione, dopo gli effetti positivi del sistema tangenziale, voglia intasare ulteriormente l’area di Coriano che vive più di altri lo smog veicolare, l’inquinamento acustico e i ben noti altri problemi ambientali”. ”Ci domandiamo – concludono – perché il Vicesindaco non si sia confrontato con nessuno – commercianti e cittadini – e invitiamo l’amministrazione a fare proprio un diverso modello di sviluppo della città fondato su investimenti di riqualificazione urbana ed efficientamento dell’esistente, per non creare future cattedrali nel deserto”.

Capogruppo Forlì e Co: “No alle cattedrali nel deserto. E’ tempo di un nuovo modello di sviluppo.”

In queste settimane abbiamo più volte sottolineato l’importanza che il post Covid non si concretizzi in una rilancio “pur che sia”, concentrato su obiettivi puramente economico-quantitativi, ma che si avvii un processo di ripresa sostenibile nel quale il sostegno allo sviluppo proceda di pari passo con l’attenzione  agli impatti sull’ambiente, sui beni comuni, sulla sostenibilità del territorio. La risposta della maggioranza è sotto gli occhi di tutti: la variante urbanistica sulla nuova area commerciale di Coriano, che darà via libera a un nuovo grande supermercato e altri spazi commerciali a breve distanza dall’Iper di via Punta di Ferro. Nel momento in cui le piccole attività e i negozi di vicinato e prossimità (soprattutto del centro storico) sono già alle prese con una durissima crisi, la scelta prospettata rischia di dar loro il colpo di grazia, peraltro nel nome di un rilancio delle strutture di grandi dimensioni, che appare oggi quantomeno anacronistico. Si aggiunga che l’intervento proposto determinerebbe una potente espansione del trasporto privato, andando a caricare un asse viario, già molto trafficato, di ulteriori problemi di congestione e inquinamento. Tra le ragioni di contrarietà non va poi dimenticata la questione dell’occupazione. Nei mesi scorsi abbiamo visto ripetute crisi aziendali di supermercati cittadini; è evidente che esiste una saturazione dell’offerta, provocata da una eccessiva presenza di insediamenti distributivi sul territorio che ne pone a repentaglio i margini di sostenibilità. Ciò dovrebbe essere attentamente considerato prima di avallare nuove aperture, ma non ci risulta che la variante sia stata accompagnata da una adeguata riflessione su questo problema e, men che meno, da un confronto con le parti sociali. Preoccupante  appare infine la teoria enunciata dal Vice-Sindaco, che giustifica gli effetti negativi connessi all’adozione della variante con la compensazione derivante dai connessi oneri di urbanizzazione. A nostra avviso si tratta di affermazioni gravi: una variante urbanistica non può  essere oggetto di mercanteggiamento fra Ente pubblico e privati a discapito dell’interesse pubblico e della tutela dei beni comuni e della qualità della vita della nostra comunità.Chiediamo quindi che la variante proposta sia immediatamente ritirata. In caso contrario, il nostro voto sarà senza ombra di dubbio negativo. Chiediamo inoltre che si apra una riflessione seria e approfondita sul futuro della città, e  che l’Amministrazione chiarisca se intende fare la propria parte in direzione di una  maggiore equità e sostenibilità della crescita, o se ritiene che l’unica responsabilità dell’Ente locale sia di dare campo agli “animal spirits” del mercato, rinunciando a svolgere funzioni di indirizzo di uno sviluppo locale ispirato al bene comune.

Europa Verde Forlì: “Stoppiamo il nuovo cemento a Forlì con una moratoria!”

La notizia del nuovo ipermercato alle porte del centro storico di Forlì, tra via Bertini e via Balzella, purtroppo non è nuova. Siamo contenti che Confesercenti e Confcommercio e tante altre voci ora si oppongano a questa realizzazione, ma nella sostanza le varianti introdotte da questa giunta sono irrilevanti rispetto al piano precedente, che prevedeva già 10’000 metri quadri di nuovi centri commerciali. La realtà dei fatti è che gli unici ad opporsi veramente, con osservazioni, comunicati stampa, controdeduzioni e voti contrari sono stati i Verdi ed il PSI con il consigliere Bertaccini: sulla cementificazione la Lega Nord è sempre stata a supporto del progetto presentato dal PD in passato. 96 centri commerciali nuovi nel POC, di cui 25 per strutture medio grandi da 25000mq e 71 medio piccole da 1500mq approvati con il consenso di tutti, tranne il nostro. Ci opponiamo, oggi come allora, anche a questo nuovo centro insensato a pochi metri dal Punta di Ferro e dalla stazione, dove del progetto dei Portici restano solo capannoni sfitti, ed alle porte del centro storico, con effetti potenzialmente devastanti sui piccoli negozi. Le compensazioni, poi, sono una bella presa in giro: si aggiungono migliaia di metri quadri di cemento tolto ad uno spazio oggi verde, ed in cambio si ottengono le infrastrutture necessarie allo stesso insediamento e qualche albero vicino al fiume, in aree già verdi. Non sfiora nemmeno l’idea di una equivalenza di superficie cementificata da riportare alla natura. Non ci sono scuse: se si vuole, si può fermare questo scempio, così come si possono fermare gli altri definiti illegittimi dalla programmazione provinciale. Ci sono le ragioni dell’emergenza sanitaria ed economica, c’è l’emergenza climatica ed il connesso obiettivo di consumo di suolo zero che al momento è solo un titolo di una norma che prende in giro i cittadini, lasciando libertà di costruire su questi spazi ora verdi senza vere limitazioni. Chiediamo quindi a tutte le associazioni, forze politiche e cittadini preoccupati di condividere l’appello al Comune ed alla Regione affinché impongano una moratoria sui nuovi centri commerciali per salvare il commercio.

Italia Viva: “No al maxi supermercato: riqualificare altre aree e sostenere il piccolo commercio.”

“Chiunque è in grado di comprendere che ciò che andava bene fino ai primi di marzo, oggi va messo in discussione: quel nuovo complesso commerciale ora non serve alla città e non risponde al bisogno di mercato”. Lo afferma il gruppo di Italia Viva Forlì in prossimità del voto del Consiglio comunale sulla nuova lottizzazione che dovrebbe far nascere un nuovo complesso commerciale in via Bertini. A Forlì si fa finta che non sia successo nulla rappresentata da Massimo Marchi in Consiglio comunale e si ripropone un modello superato dagli eventi. Di fronte a un tessuto di piccoli e piccolissimi commercianti che stanno soffrendo pesantemente il Comune  pensa a realizzare l’ennesima grande superficie di vendita che in questo caso sarebbe seconda per dimensioni solo al “Punta di ferro””. Non è un progetto che viene dalla precedente amministrazione perché Davide Drei e Francesca Gardini, sindaco e assessore, avevano per  diversi mesi ascoltato tutte le categorie e svolto un lavoro altamente partecipato escludendo, a fronte di evidenze oggettive, la possibilità di una grande superficie di vendita in un’area non adeguata a sostenere traffico e servizi necessari. Tra l’altro con impatto molto negativo in considerazione delle già numerose attività analoghe operanti nell’area. Dopo l’emergenza Covid, poi, la situazione di mercato non è certo migliorata. E allora perchè un progetto così grande, in questo momento, deciso in piena crisi sanitaria ed economica? Non ne vediamo la necessità. Ogni paragone con l’iper di Punta di Ferro è improprio, quell’opera si è realizzata di 10 anni fa ed è posizionata in un’area servita, vicina al casello autostradale, in un contesto (all’epoca) completamente diverso da questo. Oggi sarebbe un errore farla: sbagliare è umano, ma perseverare sarebbe diabolico. Siamo favorevoli alla concorrenza e per questo proponiamo, se c’è qualche soggetto interessato a installare a Forlì un nuovo maxi-supermercato di generi alimentari, di lavorare per il rilancio dei Portici o dell’area dell’ex Simply. Però no a nuove strutture di cui nessuno avverte il bisogno. Noi siamo per sostenere la rete del commercio che già esiste dare una mano concreta ai piccoli e medi imprenditori che faticosamente resistono alla crisi: non siamo a favore di nuovi complessi di dubbia utilità in questo momento. Non ce l’abbiamo certo con i privati che sono coinvolti in questa iniziativa, a cui vanno tutto il nostro rispetto e la nostra comprensione; ma un ente pubblico come il Comune di Forlì ha un compito diverso, che è quello di orientare lo sviluppo del territorio in maniera sostenibile nel contesto in cui matura la decisione”.

Il Consigliere comunale di Italia Viva Massimo Marchi: “La maggioranza si spacca sull’urbanistica: a meno di un anno delle elezioni, non è un bel segnale per la città.” 

“Avevamo ragione e con noi avevano ragione i commercianti e i tanti cittadini che hanno reagito con allarme di fronte alla prospettiva sostenuta dall’Amministrazione. I problemi su quel progetto, che non è il medesimo autorizzato dalla precedente amministrazione, ci sono eccome; la maggioranza, che ogni giorno sente il bisogno di comunicare all’esterno di essere compatta, evidentemente così compatta non è. E anzichè dividersi su come meglio aiutare i nostri commercianti e le nostre famiglie ad affrontare gli effetti della crisi, si divide su un piano urbanistica. Una pagina che preoccupa per il futuro della città. Noi, comunque, continueremo a vigilare e a fare proposte alternative”.

Fridays For Future Forlì: “Forlì riparte, ma con l’ennesima colata di cemento.”

Il movimento giovanile Fridays For Future Forlì si dichiara fortemente contrario alla nuova grande area commerciale in via Bertini. I motivi di questa posizione sono molteplici e raccolgono le diverse sensibilità dei cittadini di Forlì: dalla preoccupazione per i piccoli esercizi commerciali, al centro storico che fatica a trovare vitalità e frequentazione, fino ovviamente alle tematiche ambientali come cementificazione selvaggia e consumo di suolo. Senza parlare del fatto che nella zona di via Bertini sono già presenti diverse attività di commercio alimentare, oltre al Puntadiferro poco lontano. Il vicesindaco Mezzacapo, nel motivare la volontà di procedere al progetto, ha fatto riferimento ad alcune opere che la nuova proprietà si impegna a realizzare e ai posti di lavoro che verrebbero creati. Ci sembra assurdo guadagnare occupazione sacrificandone altra, ad esempio in centro storico o negli esercizi commerciali già esistenti. Ci sembra assurdo proporre una rotonda, una fognatura e qualche albero a compensazione di una colata di cemento su migliaia di metri quadrati di terreno agricolo. Gli alberi, se davvero li vogliamo, ve li piantiamo noi senza cemento in cambio! In Italia e nel mondo il consumo di suolo è un problema sempre più grave. Più cementifichiamo oggi, meno ossigeno avranno i nostri figli e nipoti. Siamo disposti a togliere loro questo diritto inalienabile, solo perché ci piacerebbe avere l’ennesimo luogo in più in cui fare gli acquisti il sabato pomeriggio? Vicesindaco e Giunta, rispettate gli impegni che avete preso con noi a luglio 2019 sottoscrivendo la dichiarazione di emergenza climatica: “Zero consumo di suolo: i metri quadrati dedicati al cemento non possono aumentare rispetto agli attuali. Occorre puntare sull’utilizzo e ristrutturazione dell’esistente”. Discorso, questo, che dovrebbe valere sempre, non soltanto nel caso specifico di questo nuovo progetto. Nel caso in cui le vere motivazioni di questa scelta fossero eventuali penali milionarie o altri cavilli burocratici derivanti dalla passata Amministrazione, lo si dica chiaramente, anche in un incontro pubblico o con una videoconferenza aperta alla cittadinanza. Non vogliamo un’altra “Portici”. Non si pensi di procedere a questo scempio come se niente fosse!”

Federconsumatori: “Nuovo Centro Commerciale? Non è quello che serve ai consumatori forlivesi.”

Come Federconsumatori di Forlì – Cesena aderiamo all’appello ancorato delle associazioni di categoria del settore commercio e delle organizzazioni sindacali che chiedono al Comune di Forlì di non procedere con l’autorizzazione di una nuova superficie commerciale di 2500 mq dedicati alla grande distribuzione organizzata. Non è la strada giusta e non serve alle consumatrici e ai consumatori forlivesi. Se il Comune ci avesse interpellato , cosa che non è avvenuta, avremmo potuto far emergere tutte le nostre perplessità su un progetto che metterà ancora più in crisi il commercio di prossimità, che contribuirà allo spopolamento del centro storico, che avrà un impatto negativo sull’occupazione, sull’ambiente e sulla vivibilità sostenibile. Per queste ragioni, come associazione di rappresentanza dei consumatori, diciamo no alla proposta di variante al PUA tra le vie Balzella e via Bertini confidando in un diniego da parte del Consiglio Comunale. Le risposte date dall’Assessore all’urbanistica non giustificano questa scelta ne nei metodi ne nel merito, chiediamo dunque alla Giunta e al Consiglio di tenere conto del parere delle parti sociali del territorio e di fermarsi nell’interesse di tutti. Le scelte da compiere sono altre, tra queste la mappatura dei servizi già presenti nel territorio e il sostegno al commercio di prossimità nei quartieri analizzando di quali realtà c’è bisogno e dove. E se di politica dei prezzi si vuole discutere lo si faccia non con nuovo consumo di suolo e l’ingresso di nuovi colossi della grande distribuzione ma concertando le politiche con i tanti attori già presenti nel territorio, organizzando le filiere e sostenendo le piccole attività oggi fortemente penalizzate.

La posizione di Confedilizia Forlì-Cesena espressa in una nota da Carlo Caselli, presidente, Stefano Senzani, presidente vicario, e Vincenzo Bongiorno, segretario generale: “No al nuovo maxi-supermercato in zona via Bertini.”

“Dopo il flagello Covid 19 con drammatiche ripercussioni economiche, ancora da stimare, soprattutto ai danni della tradizionale rete commerciale di prossimità, sia del centro storico sia fuori dal centro storico, ci saremmo aspettati una ridefinizione del “Piano del commercio” cittadino impostato in tempo pre Covid. E’ un aspetto che ha importanti ripercussioni sulla qualità dei quartieri della città. Cosa, infatti, rende più sicura, vivibile, attraente la residenza e più in generale l’intero patrimonio immobiliare in una determinata zona, in primis in quel centro storico che si vorrebbe rilanciare? Una rete di negozi di vicinato aperti o una sfilza di saracinesche abbassate? Noi siamo per la prima opzione: una rete di negozi di vicinato aperti. Questo secondo noi è il punto politico. Va senz’altro bocciata la realizzazione della nuova struttura di vendita del settore alimentare nella zona di via Bertini, seconda per superficie solo a quella dell’Iper e che fra l’altro andrebbe ad insistere su un’area già abbondantemente servita da supermercati oltre che già sofferente come viabilità. Più in generale si metta in campo una moratoria per la realizzazione di nuove medie e grandi superfici di vendita, che non ci pare siano necessarie ora per Forlì. Realizzarle, viceversa, significherebbe cingere maggiormente d’assedio il nostro prezioso centro storico, sfibrato dalla crisi determinata dal Covid 19, ma pure, non lo dimentichiamo, dalle politiche amministrative delle precedenti Giunte alla guida della città negli ultimi decenni, le quali, nella programmazione delle superfici commerciali, non l’ha mai favorito, anche creando cattedrali nel deserto come quella dei “Portici” in zona stazione. Ci auguriamo che l’alternanza politica iniziata a Forlì un anno fa, su questo punto segni una netta discontinuità rispetto al passato e non persista nel proseguire vecchie logiche ottuse, le quali hanno creato gravissimi danni, in primis al centro storico, anziché favorire un rilancio ed una riqualificazione della città e del suo patrimonio immobiliare”. 

La nota di Confesercenti

Le scriventi Associazioni, nell’apprendere per mezzo degli organi d’informazione gli esiti della commissione consiliare urbanistica di martedì 19/5, in particolare ciò che attiene alla proposta di variante al PUA tra le vie Balzella e via Bertini, intendono manifestare tutta la loro contrarietà ad una ipotesi di accoglimento che ritengono irricevibile e sulla quale confidano in un diniego da parte del Consiglio Comunale. Stiamo riferendoci ad un’area ubicata in Forlì tra le vie Bertini e Balzella, destinata alla riqualificazione dei vuoti urbani, per la quale con delibera del Consiglio Comunale n.122 del 19/12/2017 è stato approvato il Piano Urbanistico Attuativo. Per effetto della sovra citata delibera è stata stipulata una convenzione urbanistica tra il Comune ed i proponenti che prevede opere infrastrutturali di carattere generale tra le quali una rotatoria, un’area di forestazione posta tra i fiumi Rabbi e Montone ed infine un nuovo tratto di collettore fognario, ubicato tra le vie Bertini e Bernale. Il 12/03/2020 il soggetto attuatore ha presentato un progetto di variante al PUA con effetto di variante al POC, con elaborati di progetto a firma degli ingegneri Luigi Sansavini, Massimo Plazzi e Enrico Bertaccini. Fondamentalmente si propone la riperimetrazione dei comparti con l’introduzione della previsione di una media struttura di vendita di tipo alimentare, in cambio della eliminazione delle previsioni di insediamento di medio piccole strutture di vendita alimentare e della riduzione della superficie di vendita complessivamente assegnata da mq.10.000 a mq. 8.500. In sostanza il passaggio da una progettazione priva di mercato e che, come Associazioni del Commercio, avevamo bollato come previsione insensata, ad una progettazione di tutt’altro livello e notevolmente più impattante da un punto di vista urbanistico e commerciale. Una variante che vale per la media struttura alimentare almeno 4 milioni di euro di componente immobiliare e non meno di 10 milioni di euro di volume d’affari annui in più rispetto ai 7-8 milioni che normalmente realizza una medio piccola struttura alimentare. Tutto ciò andando a  gravare su un’area già satura di strutture alimentari, alcune anche in chiara difficoltà e per di più collocata in un quadrante della città con la più grande complessità in termini di viabilità, dell’intero corpo cittadino. Già in passato, nelle varie fasi di predisposizione della programmazione urbanistica comunale, come Associazioni del commercio abbiamo manifestato netta contrarietà a questo forzoso e immotivato inserimento di localizzazione di nuove medio piccole strutture di vendita, quando contemporaneamente importanti quote aggiuntive erano già state inserite nelle adiacenze del centro commerciale di via Punta di Ferro, in prossimità del casello autostradale. Ma che addirittura si arrivasse al punto di cercare di inserire una medio grande struttura di vendita del settore alimentare, seconda per superficie di vendita solo all’ipermercato, nello stesso quadrante di città, nella più problematica area per la viabilità, ci pare oggi davvero un affronto al buon senso amministrativo ed al rispetto delle sorti del commercio cittadino ed in particolare del centro storico. Con questo intervento, in effetti, si renderebbe fattibile ciò che oggi di fatto non è. L’inserimento di un 2.500 mq, fortemente attrattivo, renderebbe appetibile la nascita di altre strutture adiacenti fino al completamento di una superficie di vendita complessiva di 8.500 mq, in cambio dei 10.000 mq oggi potenziali, ma evidentemente privi di mercato. Con quali conseguenze sulle strutture esistenti e sulla già precaria occupazione nel commercio, comprensibili a chiunque. Il tutto condito da una convenzione tra Amministrazione comunale e proponenti che nonostante la forte variazione speculativa, non prevederebbe un adeguamento di valore delle opere di compensazione a favore della comunità, restando ferma ai contenuti del PUA attualmente vigente. Diverse ed evidenti sono le motivazioni di natura tecnica ed urbanistica che a nostro parere si oppongono a questa variante che in pieno lockdown, ha beneficiato di un percorso rapidissimo e la cui urgenza pare a dir poco sconveniente. Motivazioni che già dovevano emergere in sede di esame dei pareri tecnici. A beneficio del Consiglio Comunale citiamo quella che più offende e attiene al contenuto delle considerazioni finali proposte in accompagnamento alla delibera, sull’impatto della variante alla viabilità di quel quadrante cittadino, il problema che in realtà si rivelerebbe il vero nodo scorsoio della speculazione: citazioni analisi del traffico, risultanze finali. Le conseguenze della realizzazione del progetto sarà che parte dei flussi veicolari attualmente destinati ad attività commerciali esistenti, modificherà la destinazione e quindi i percorsi, con il risultato che nell’ambito di area vasta, intero territorio comunale di Forlì, il bilancio dei mezzi in circolazione potrebbe restare pressoché invariato. Considerazioni sconfortanti e prive di qualsiasi oggettività rispetto alle problematiche indotte sul quadrante. Questa proposta di variante urbanistica, per molteplici ragioni quindi risulta, a parere delle scriventi, irricevibile e confidiamo pertanto nel diniego del Consiglio comunale. Se viceversa questa proseguisse nel suo iter, per quanto ci riguarda, ci opporremo in tutte le sedi e istanze possibili seppur con grande amarezza, poiché sarebbe il primo frutto amarissimo di questa nuova maggioranza, a cui sinora abbiamo riconosciuto speciali attenzioni alle categorie che rappresentiamo, particolarmente utili visto il drammatico periodo.