“E’ la più grande crisi dal Dopoguerra”. Supermercati e i negozi alimentari rimarranno aperti

Il presidente del Consiglio dei ministri Giuseppe Conte ha annunciato sabato sera in una diretta Facebook ulteriori restrizioni per il nostro Paese, ovvero la chiusura di ogni attività produttiva che non sia indispensabile alla produzione di beni essenziali, nell’ottica di arginare la diffusione del coronavirus. 

Nell’annunciare il nuovo decreto, che sarà attivo per due settimane a partire da oggi 22 marzo, Conte ha affermato: “E’ la crisi che più difficile che il Paese sta affrontando dal Dopo Guerra”. 

“I supermercati e i negozi alimentari rimarranno aperti. Gli orari non saranno ridotti e non c’è motivo di correre a fare la spesa. Le farmacie saranno aperte. I servizi bancari, assicurativi e postali rimarranno aperti”.
Al di fuori delle attività essenziali solo lo smart working e le attività rilevanti per la produzione nazionale saranno permesse.
La decisione di restringere ulteriormente è arrivata dopo che la Regione Lombardia e la Regione Piemonte autonomamente avevano già emanato nuove restrizioni chiudendo tutto quello che potevano.

Si tratta di misure severe, ha ribadito Conte “perché rinunciare a radicate abitudini non è facile, ma non abbiamo alternative. In questo momento dobbiamo resistere, perché solo in questo modo possiamo tutelare noi stessi e chi amiamo. Il nostro sacrificio di rimanere a casa è peraltro minimo se paragonato a quello che stanno compiendo altri concittadini. Negli ospedali, nei luoghi cruciali per la vita del Paese c’è rischia molto di più.“

“Uniti ce la faremo” ha detto Giuseppe Conte.