L’uomo viveva nel comune di Savignano sul Rubicone

Nella giornata di ieri la Polizia di Stato di Forlì-Cesena ha dato esecuzione all’espulsione, con accompagnamento alla frontiera, di un trentaquattrenne marocchino, destinatario di un provvedimento di inammissibilità in area Schengen, inserito dall’Italia. Il profilo dell’uomo era emerso nell’ambito di una indagine a carico di un suo connazionale, tratto in arresto nel 2017 per associazione con finalità di terrorismo in quanto risultato affiliato allo Stato Islamico e accusato di aver diffuso sul web la propaganda del Califfato, con l’obiettivo di reclutare nuovi combattenti.

Lo sviluppo degli elementi emersi nel corso di quella indagine ha consentito di tratteggiare la figura del cittadino marocchino quale persona pericolosa per la sicurezza pubblica, e per questo motivo nei suoi confronti è stata adottata dall’Italia la decisione di inammissibilità nel territorio dell’Unione Europea, secondo il regolamento istitutivo del Sistema di Informazione Schengen di seconda generazione.

L’uomo, che viveva nel comune di Savignano sul Rubicone, era entrato regolarmente nel territorio nazionale precedentemente al provvedimento di inammissibilità e si trovava in Italia dallo scorso autunno per motivi sportivi, essendo praticante di atletica leggera a livello agonistico. Rintracciato nei giorni scorsi dalla Divisione Investigazioni Generali e Operazioni Speciali della Questura di Forlì-Cesena, nei suoi confronti è stato rapidamente portato a termine l’iter amministrativo per l’espulsione da parte dell’Ufficio Immigrazione, che ha proceduto al rimpatrio coattivo in Marocco, con scorta internazionale, nel pomeriggio del 28 febbraio dall’Aeroporto di Bologna, in esecuzione del provvedimento di espulsione emesso dal Prefetto di Forlì-Cesena.

Con questa sono 481 le espulsioni eseguite dal 2015 ad oggi, in ambito nazionale, di persone ritenute collegate a fenomenologie terroristiche e pericolose per la sicurezza pubblica.