“Le aree interne, i comuni collinari e montani, i piccoli borghi sono una risorsa vera per l’Italia”

“Le aree interne, i comuni collinari e montani, i piccoli borghi sono una risorsa vera per l’Italia: un potenziale di crescita, di opportunità e di attrazione di investimenti che non va disperso. Ciò richiede, però, un sostegno più forte da parte dello Stato, a partire dal dare attuazione alla legge sui piccoli comuni approvata nella scorsa legislatura, istituire un fondo specifico contro il dissesto idrogeologico e prendere esempio dall’Emilia-Romagna dimezzando l’Irap per le imprese che operano in montagna”. Lo afferma il parlamentare romagnolo di Italia Viva, Marco Di Maio, capogruppo della Commissione Affari costituzionali alla Camera, a seguito della mozione di cui era co-firmatario approvata a Montecitorio concernenti iniziative per la salvaguardia, la valorizzazione e lo sviluppo delle aree interne, rurali e montane.

“Le Aree interne interessano 4.216 Comuni, pari a circa il 52% del totale, e in essi vive circa il 22% della popolazione totale su una superficie pari al 60% del territorio nazionale – afferma -. Non bastano le parole, ma serve un cambio di passo nelle politiche di sostegno. Gli strumenti ci sono: bisogna dare attuazione alla legge n. 158 del 2017 sui piccoli comuni, emanando rapidamente i decreti attuativi, sbloccando le risorse previste, incrementando il fondo previsto dalla medesima legge”. 

“Sono zone fondamentali per tutto il territorio – afferma – anche le aree di pianura; ecco perché è necessario sostenere le popolazioni di quelle zone anche investendo in uno specifico fondo per il contrasto al dissesto idrogeologico, solo per le aree collinari e montane, solo per le aree lontane dai centri urbani, che abbia una programmazione pluriennale per permettere di pianificare interventi di lungo periodo, che vadano oltre la gestione dell’emergenza”. 
“Si copino, poi, le misurano che funzionano – ha aggiunto – prendendo esempio dall’Emilia-Romagna, dove il presidente Bonaccini ha dimezzato l’Irap per aziende, commercianti, artigiani, professionisti e lavoratori autonomi delle aree montane, per sostenere chi fa impresa o esercita una attività nell’Appennino emiliano-romagnolo. Non potendolo fare direttamente, essendo l’Irap un’imposta statale, è intervenuto sotto forma di rimborsi; ma si potrebbe immaginare una norma nazionale analoga per le aree interne più svantaggiate e in maggiore difficoltà”.