Ma è necessario rivoluzionare il sistema educativo a cui siamo abituati

Per favorire la ripresa della natalità in Italia, non sembri peregrina l’idea di Calogero Barranco quando propone che le scuole possano offrire i cosiddetti orari prolungati (ancora più estesi)  oltre gli orari dedicati alla tradizionale didattica. Per mantenere un dignitoso livello di vita nel nostro Paese sembra sia necessario che la famiglia possa contare su due stipendi regolari, mentre oggi come oggi solo una donna su due lavora. Il numero dei nidi e degli asili pubblici e privati, comunque costosi, non rispetta per altro gli standard U.E.

L’istituzione di un simile servizio, degno di un paese socialmente avanzato, impone una sorta di rivoluzione del consolidato sistema educativo che conosciamo, messo a punto dai tempi della seconda e terza rivoluzione industriale. La quarta – la digitalizzazione – impone con “l’accelerazione dell’obsolescenza della conoscenza (5 anni) e la riduzione della permanenza sul posto di lavoro (5 – 7 anni) obbligherà un continuo ritorno a scuola”. In un Paese come l’Italia dove neanche il 10 % dei lavoratori di età compresa fra i 25 e i 64 anni frequenta attivamente corsi di formazione durante la propria carriera professionale, si tratta di un cambio di mentalità importante. L’attuale sistema educativo dovrà essere profondamente innovato per non voler dire rivoluzionato. Con il rapidissimo tasso di obsolescenza delle competenze anche sofisticate, i percorsi di studio non potranno essere più concentrati in un unico blocco temporale, ma seguiranno un percorso a zig zag. In altre parole le porte delle scuole dovranno essere sempre aperte per permettere di riassumere con facilità qualunque lavoratore “lungo l’intero arco di una vita professionale”. Per non rassegnarsi alla disoccupazione tecnologica, tutti dovranno essere disposti a imparare, disimparare e re-imparare. Siccome la transizione verso la scuola del futuro sarà certo lunga e accidentata, sembrerebbe quanto mai opportuno cominciare ad attrezzarsi per tempo. Forse gli orari prolungati (ancor più estesi) vaticinati dal Barranco, costituirebbero ottimo banco di prova per misurare le difficoltà che il sistema educativo dovrà affrontare e superare.