L’Italia è una meta meno attrattiva rispetto al ricco Occidente

L’Italia dal 2008 è in regressione demografica: nascono sempre meno bambini. Il “saldo demografico naturale” (differenza tra numero dei nati e dei morti) nel 2018 è negativo per circa 193.000 unità. Quello relativo alla popolazione straniera residente è ampiamente positivo per 57.554. Senza l’apporto dei “nuovi italiani” che acquistano la cittadinanza e contribuiscono con l’elevata natalità ad attenuare la diminuzione della popolazione, è pari a un robusto meno 120.000 unità. Numero comunque in continua crescita. Nel prossimo futuro aumenteranno i giovani, spesso acculturati, che emigrano in cerca di lavoro, lavoro che in patria non trovano, mentre diminuiscono i nuovi ingressi. I demografi sanno che la riduzione non si deve ai “porti chiusi”, secondo la vulgata corrente. I porti mai sono stati chiusi! Perfino i naufraghi salvati dalle navi ong sono poi sempre sbarcati, mentre col mare calmo barconi e barchini, anche a remi, hanno continuato ad arrivare e arrivano sulle nostre spiagge! La riduzione dell’immigrazione si deve al fatto che l’Italia è ora di passaggio; è divenuta semplicemente meno attrattiva rispetto ad altri paesi del “ricco Occidente”.

Si sbarca in Italia perché la traversata è breve e semplice l’approdo. Per “chi ha avuto la forza di attraversare un deserto nelle condizioni spaventose sotto tutti i profili in cui lo attraversano i migranti per poi finire nelle prigioni-gabbia libiche senza cibo e poca acqua, senza alcuna possibilità di protestare se si vuol sopravvivere”, è relativamente facile attraversare clandestinamente le frontiere per uscire dalla nazione di approdo, per giungere in paesi non in crisi come l’Italia. Sono particolarmente appetiti, nonostante il freddo clima, quelli del nord Europa.

E’ velleitario tentare di ostacolare il fenomeno immigrazione con porti pseudo chiusi, filo spinato o muri. La motivazione di chi ha fame è tale che gli consentirà di aggirarli. Gli Italiani che lavorano sono in diminuzione mentre è in aumento il numero dei pensionati. Per mantenere il nostro attuale livello di vita e di sviluppo che pure non ci soddisfa, stante le diseguaglianze, nei prossimi decenni sarà essenziale l’apporto degli immigrati. Nel 2050 i cittadini con si deve proseguire oltre 65 anni saranno il 34 %.”