Contestato il reato di violenza sessuale

I Carabinieri della Stazione di Ronco, nella serata di venerdì 25 ottobre u.s., hanno tratto in arresto un operaio pregiudicato 26enne di origine ucraine, per i reati di violenza sessuale aggravata con limitazione della libertà personale nonché per lesioni aggravate, in esecuzione ad un’ordinanza emessa dal Tribunale di Forlì, per aver violentato all’inizio del mese di ottobre una coetanea connazionale.

I FATTI

All’inizio del mese di ottobre, presso la Stazione di Ronco, si presentava la giovane vittima per denunciare che, qualche giorno prima, nel corso della notte, mentre si trovava appartata in macchina con un suo connazionale nei pressi del parcheggio di un parco di questa città, durante un rapporto sessuale consenziente, improvvisamente il ragazzo ha mutato il proprio atteggiamento, iniziando a picchiarla con violenza e costringendola con forza ad avere un ulteriore rapporto, provocandole delle lesioni. La vittima dopo qualche giorno di malessere psichico e fisico, si è confidata con i propri famigliari, decidendo dapprima di recarsi al Pronto soccorso per farsi visitare, e successivamente dai Carabinieri. 

I militari dell’Arma, dopo aver raccolto la denuncia, hanno attivato immediatamente la procedura del cosiddetto “codice rosso”, la legge entrata in vigore lo scorso 8 agosto, a tutela delle vittime di violenza, con indagini tese a chiarire la dinamica dei fatti e ad identificare il ragazzo, del quale, la vittima, aveva fornito soltanto il nome.

Sulla base degli elementi raccolti dai militari, la PM di turno, Dott.ssa Lucia Spirito ha formulato la richiesta di emissione di ordinanza di applicazione della misura cautelare della custodia in carcere, che è stata accolta dal GIP del Tribunale di Forlì, emettendo appunto il dispositivo restrittivo per i reati di violenza sessuale aggravata con limitazione della libertà personale nonché per lesioni aggravate nei confronti del ragazzo. A quel punto i militari della Stazione di Ronco, si sono recati sul posto di lavoro del giovane per prelevarlo e condurlo in caserma per le formalità di rito, e poi successivamente tradurlo presso la locale Casa circondariale.