E’ stati primario di Urologia dell’ospedale “Morgagni” di Forlì e presidente emerito della sezione forlivese dell’Aido

Si è spento all’età di 92 anni il prof. Giorgio Maltoni,uomo della sanità e del volontariato forlivesi, già primario di Urologia dell’ospedale “Morgagni” di Forlì e presidente emerito della sezione forlivese “Claudio Matteucci” dell’Associazione italiana donatori organi (Aido). Lo scorso dicembre aveva festeggiato i suoi cinquant’anni di adesione al Rotary Club Forlì, ricevendo una lettera personale dal presidente internazionale del Rotary, Barry Rassin. I funerali si terranno giovedì pomeriggio alle 14.30 alla chiesa di Regina Pacis, con partenza dalla camera mortuaria alle 14.15. Al termine delle esequie seguirà la tumulazione al cimitero di Bussecchio. 

Il cordoglio del Comune di Forlì

Il sindaco Zattino e l’assessore alla Cultura Melandri hanno fatto pervenire un messaggio di cordoglio: “Medico, uomo del volontariato e padre nobile della cultura del dono: il professor Giorgio Maltoni ha dedicato il suo intero percorso di vita al servizio agli altri, alla Città, al territorio. Se la carriera professionale lo aveva portato a diventare Primario dell’Ospedale Morgagni, la passione civile lo avevano reso punto di riferimento per l’associazionismo impegnato nella donazione di organi e tessuti in tutte le differenti espressioni. Il suo è stato vero e proprio impegno civico, portato avanti con approccio educativo e spirito militante, seguendo una missione orientata ad aiutare il prossimo. Grazie a questa instancabile azione, la cultura del dono ha messo radici solide e si è strutturata in realtà associative sempre presenti, attive ed efficaci. In questo triste momento, a nome della Giunta comunale e del Consiglio, testimoniamo la partecipazione al lutto dell’intera Città di Forlì, stringendo i familiari in un abbraccio affettuoso e rivolgendo un pensiero di gratitudine e di speranza al grande professor Maltoni.

 

Anche Alessandro Rondoni esprime cordoglio per la morte del prof. Giorgio Maltoni.  «Lo ricordo per la sua grande competenza, passione e umanità come medico, uomo di relazioni e di cultura. Venne molte volte con noi ai viaggi de “il Momento”, sempre curioso e attento ai luoghi e alle persone. Fino all’ultimo, anche agli incontri del Rotary Club Forlì, ha offerto spunti di giudizio e riflessione».