Ora si pensa a far crescere questa realtà

Sono stati giorni intensi e ricchi di emozioni, sorrisi e sorprese. La terza edizione di Mosto, il festival di narrazione organizzato dall’azienda Poderi Dal Nespoli a Cusercoli, ha incontrato la sensibilità del pubblico grazie a un programma denso di sfumature. Oltre mille persone hanno invaso l’azienda, nell’arco delle tre serate, facendo registrare anche il sold out per il concerto di Nada, che ha incantato i presenti con un live acustico, intimo e viscerale.  

La giornata finale di sabato ha riservato una sorpresa che ha lasciato a bocca aperta i presenti. Durante lo spettacolo di chiusura, tratto dal testo La Piena di Matteo Caccia, si è materializzato sul palco Gianfranco Franciosi, il protagonista della storia. Si tratta di un meccanico nautico, finito suo malgrado coinvolto in un traffico di cocaina proveniente dal Sud America, e divenuto per una serie di circostanze il primo civile infiltrato sotto copertura nella storia della lotta al narcotraffico in Italia. Questa esperienza lo ha costretto ad entrare nel programma protezione testimoni e a vivere nell’anonimato. Per questo motivo la sua presenza sul palco è risultata inaspettata ed emozionante.

Il Festival si ferma in attesa del nuovo ciclo, e gli organizzatori hanno già la mente proiettata al futuro. “Il nostro Mosto è arrivato nella personale “cantina” di ognuno di noi – commenta Marco Martini, Presidente di Poderi Dal Nespoli - e ci auguriamo inizi ora la sua trasformazione, la sua sedimentazione ed evoluzione nella memoria delle persone che sono venute a trovarci e ad ascoltarci. Abbiamo un anno per valutare il nostro lavoro e prepararci alla prossima produzione, con una nuova “vendemmia” di ospiti, temi, racconti, sempre più vigorosa e di qualità. Un lavoro continuo ed instancabile come accade in vigna, al fine di dare a coloro che ci doneranno una parte del loro prezioso tempo, un luogo nuovo dove poter divertirsi ed arricchirsi di nuove ed antiche tradizioni ed esperienze. Arrivederci al 2020!”. 

Foto di Gianluca “Naphta” Camporesi