I bambini non in regola saranno esclusi da nidi e materne

Un incontro col sindaco di Forlì Gian Luca Zattini, in quanto massima autorità del territorio in ambito sanitario, e con l’assessora alla Scuola Paola Casara. E’ quanto chiedono i genitori del comitato ”Libero per tutti” per la libera scelta in materia di vaccinazioni, prima che inizino le scuole. In una nota il Comitato afferma di essere “al fianco delle tante famiglie forlivesi che a settembre, fra appena 4 settimane, vedranno invece i propri figli esclusi dai nidi e dalle scuole dell’infanzia di Forlì. Fatto grave e di per sé unico nella storia della Repubblica Italiana, se non vogliamo considerare il periodo dell’Italia fascista, durante il quale in effetti vennero esclusi molti bambini dalle scuole del nostro Paese”. 

La legge 119/2017, le iscrizioni e le decisioni dei dirigenti

“La legge 119/2017, approvata frettolosamente due anni fa e che ha preteso di riorganizzare gli obblighi vaccinali per i ragazzi dagli 0 ai 16 anni, prevede che l’iscrizione dei bambini i cui genitori non hanno provveduto a portare la documentazione idonea entro la data del 10 luglio decada. Parliamo anche di bambini che fino a qualche settimana fa hanno frequentato regolarmente i loro istituti, giocato con i loro compagni, guidati dalle loro educatrici. L’articolo 3bis di tale legge, che si attua da quest’anno, prevede che per perfezionare l’iscrizione a scuola sia sufficiente anche la richiesta di appuntamento vaccinale presso l’azienda sanitaria di riferimento. Le famiglie forlivesi iscritte al nostro comitato, che in tutto sono 350, hanno sempre provveduto in tale senso, e sono in regola con la legge vigente. Purtroppo alcuni Dirigenti Scolastici hanno dato una personale interpretazione della normativa ed hanno escluso dagli elenchi degli iscritti alcuni bambini che secondo loro non erano in regola, già dal 10 luglio scorso. Il percorso che le famiglie hanno intrapreso con l’AUSL dura già da tempo, ed è un percorso fatto di domande ben precise e documentate, domande riguardo l’atto medico a cui i genitori devono sottoporre i propri figli, ad esempio in merito al rapporto tra rischi e benefici della vaccinazione, al contenuto dei vaccini, domande sugli esami prevaccinali, sugli eventi avversi, ecc. Un percorso di richiesta di informazioni alle quali l’Ausl non ha mai, in nessun caso, dato risposte esaurienti. Le domande dei genitori sono più che lecite, in quanto il consenso all’atto medico è regolato da norme ben precise che ne fanno l’elemento cardine. È nelle mani del Sindaco e della Giunta di Forlì un documento ufficiale dal quale risulta evidente che l’Ausl ha deciso volontariamente e preordinatamente di non rispondere a nessuna richiesta di chiarimento avanzata dai genitori, venendo meno al proprio obbligo informativo. È vero che esiste un obbligo in capo ai genitori (quello di vaccinare), ma è altresì vero che esiste un obbligo ugualmente stringente in capo ai medici di Ausl (quello di informare in maniera completa ed esaustiva i destinatari dei trattamenti sanitari). Per questo motivo abbiamo chiesto un incontro al Sindaco di Forlì, in quanto massima autorità del territorio in ambito sanitario, e all’Assessora alla Scuola Paola Casara. Speriamo vivamente che, visto i tempi stringenti dovuti all’imminente inizio del nuovo anno scolastico, essi vorranno ascoltarci e cercare di risolvere un problema che riguarderebbe l’intera comunità cittadina. Decine e decine di bambini piccoli esclusi dalle loro comunità scolastiche non possono lasciare nessuno nell’indifferenza.”