Su Chiange.org hanno già firmato in più di 300 persone

La questione dell’aeroporto è molto sentita dai folrivesi, al punto che su change.org è stata lanciata una petizione per chiedere all’onorevole Salvini di emettere il decreto che porterebbe il “Ridolfi” in classe “A”, cosa che lo doterebbe di un servizio anticendio  gestito dal Corpo nazionale dei vigili del fuoco, dunque a carico del Governo. Finora hanno firmato più di 300 persone e l’obiettivo è di arrivare a 500. Questo il testo della petizione, che si può firmare qui.

“L’aeroporto di Forlì è ad un passo dalla riapertura. Si tratta di una infrastruttura che negli anni è stata realizzata e ammodernata con soldi pubblici, di tutti i cittadini; occorre compiere ogni sforzo per non farlo marcire nell’abbandono. Per questo sosteniamo  gli imprenditori privati della F.A. srl che hanno investito soldi propri (senza aiuti pubblici) per partecipare al bando di gara, ottenendo la concessione trentennale per la gestione dello scalo, e quindi la possibilità di rilanciarlo come merita.

Tutto era ben indirizzato e mancava un passo per la riapertura. Ora però la situazione è in uno stallo totale a causa della mancata emanazione di un decreto da parte del Ministero dell’Interno, che deve inserire l’aeroporto “Ridolfi” di Forlì tra quelli per i quali il servizio anticendio è gestito dal Corpo nazionale dei vigili del fuoco, dunque a carico del Governo.

Succede in tutti gli aeroporti commerciali in Italia, in tutti quelli che hanno la stessa concessione del “Ridolfi”; ora che Forlì può riaprire, ci aspettiamo che non sia questo ultimo atto a fermare tutto.

Ci aspettiamo, ill.mo ministro dell’Interno On.le Matteo Salvini, che si impegni ad approvare in tempi rapidissimi questo atto fondamentale per consentire all’aeroporto di aprire. Lo chiedono i privati che hanno investito soldi propri, lo hanno chiesto più volte le istituzioni locali e la Regione; lo chiediamo noi, cittadini romagnoli interessati a dare nuove opportunità alla nostra terra.

Tutto il territorio forlivese e romagnolo trarrebbero beneficio dalla riapertura dello scalo, si genererebbero nuove opportunità occupazionali per decine di lavoratori diretti più tutti quelli dell’indotto, si moltiplicherebbero le occasioni per le nostre aziende, si amplierebbero le possibilità di crescita. Date ai cittadini e alle imprese romagnole la possibilità di sfruttare questa opportunità; l’aeroporto di Forlì è pronto per tornare a volare, serve soltanto la Sua firma.”