Il sindaco è intervenuto in Consiglio comunale

La procedura non può partire se la società di gestione non fa richiesta formale per l’avvio dell’istruttoria affinché l’aeroporto di Forlì entri tra gli aeroporti della tabella A e quindi il ministro possa firmare il decreto che assegna i Vigili del Fuoco. In consiglio comunale il sindaco Zattini ha fatto sapere, rispondendo a un’interrogazione del capogruppo Pd, che non è mai pervenuta al Ministero l’istanza di attivazione del servizio: in breve, i Vigili del Fuoco non ci sono perché nessuno li ha mai chiesti. Lo ha fatto sapere il sindaco Zattini leggendo la lettera ufficiale inviata nei giorni scorsi dal Capo dipartimento del Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco del ministero dell’Interno, chiarendo che la procedura non può partire se la società di gestione non farà pervenire un’istanza formale al dipartimento.

Su questo punto è polemica tra Lega e Pd. Sul suo profilo Facebook Marco Di Maio (Pd) afferma:  ”La legge assegna il potere di modificare la tabella ad un decreto di competenza del che, ovvero lo stesso ministero che ha in capo la gestione dei “pompieri”. Prima il capo nazionale dei vigili del fuoco – con una lettera contenente errori – poi il sindaco Gian Luca Zattini rispondendo in consiglio comunale, hanno affermato pubblicamente che l’aeroporto di Forlì non apre perché non è stata fatta “l’istanza” di assegnazione dei vigili del fuoco allo scalo. Purtroppo è una affermazione sbagliata, perché non è prevista alcuna istanza in capo ai concessionari (in questo caso gli imprenditori privati che hanno ottenuto tramite bando pubblico la gestione dell’aeroporto) né ad altri. In ogni caso, da dicembre 2018 Enac ha chiesto al ministero di adoperarsi per assegnare i vigili del fuoco; si sono svolti incontri in prefettura, incontri “segreti” a Roma, addirittura un sopralluogo in pompa magna alla sede dell’aeroporto con due sottosegretari di questo Governo e oggi vengono a dire che è una “questione tecnica” e che manca una istanza, come a far credere che sia responsabilità del gestore il fatto che l’aeroporto non apra.”

In risposta una nota della Lega, dove si legge: “I fatti devono essere trasparenti e il Pd non può sempre giocare sull’equivoco, strumentalizzando gli eventi. L’istanza è propedeutica all’avvio dell’istruttoria per la valutazione dell’adozione del decreto del ministro dell’Interno, di concerto con il ministro delle Infrastrutture e dei trasporti, sentito l’ente nazionale per l’aviazione civile Enac, che prevedrebbe l’inclusione dell’aeroporto di Forlì nella Tabella A’, quindi in una diversa tabella di inquadramento rispetto allo stato attuale. Per poter garantire il servizio all’aeroporto Ridolfi, e quindi sostenere maggiori oneri in termini di risorse umane e strumentali, al ministero dell’interno dovrà essere attribuita, attraverso un apposito intervento legislativo, la necessaria copertura finanziaria’. “Dunque – fa sapere la Lega – nessun ritardo da parte del ministero, né ragioni politiche dietro lo slittamento dell’apertura, ma mere ragioni tecniche di cui la società di gestione, che ha avuto almeno due incontri al ministero, l’ultimo il 16 luglio scorso con il sottosegretario Stefano Candiani, competente per materia, e con il personale tecnico, è a conoscenza. Per sbloccare la situazione non basta un semplice decreto del ministro, come continua a sostenere strumentalmente il Pd, ma serve un iter complesso che deve essere avviato dal gestore e seguire i dettami della normativa di settore.” Nel frattempo Zattini ha consigliato di attivare l’istanza e ha detto di aver chiesto un incontro col ministro dell’Interno Salvini.