Cosa fare in attesa dell’insegnamento nelle scuole di «educazione alla cittadinanza

Come molti ricorderanno nel giugno dello scorso anno è iniziata la raccolta delle firme per una proposta di legge d’iniziativa popolare per istituire nelle scuole secondarie di I grado e di II grado (già scuola media inferiore e superiore) l’insegnamento «L’educazione alla cittadinanza» per ripristinare, in modo organico, e moderno, l’insegnamento di Educazione civica che Aldo Moro, ministro della Pubblica Istruzione, introdusse nel 1958. Erano allora “due ore al mese obbligatorie, affidate al professore di storia, senza valutazione”. L’iter per l’eventuale trasformazione in legge è iniziato il 24 gennaio di quest’anno assegnandola alla VII Commissione della Camera dei Deputati; le speranze di successo sono comunque ridotte. Dal lontano 1948, anno in cui entrò in vigore la Costituzione, mai una proposta di legge di iniziativa popolare è diventata legge e men che mai è stata discussa in Parlamento. La formale presentazione di una proposta di legge fa comunque emergere problemi che, ignoti ai più, sono poi divenuti meno ignoti per via di stampa, manifesti, dibattiti televisivi ecc.

Il fenomeno dell’inosservanza “delle regole elementari del vivere civile: nel traffico, nella raccolta della spazzatura, nella violenza con cui molti rispondono a ogni richiamo all’osservanza delle norme” è in continuo progressivo aumento. C’è allora da porsi la domanda: nell’attesa che l’Educazione alla cittadinanza diventi disciplina scolastica istituzionalizzata cosa si può fare? Il buon senso suggerisce che insegnanti di qualsiasi disciplina si considerino “educatori civici di frontiera”. Sin dalla scuola dell’infanzia trasmettano il concetto di “usa e rispetta” da mettere in pratica ovunque: in classe, in casa, in palestra, per strada, al grill dell’autostrada, nel parcheggiare bicicletta e motorino ecc. Quando usi lo zaino e te ne vuoi liberare in qualsiasi luogo, devi posarlo in modo da non ostacolare nessuno; dopo aver usato un bicchiere devi porlo, in casa, nell’acquaio e nel bar sul bancone, quando usi il w.c. devi poi usare lo scopino e così via.