Italia e stati balcanici sono paesi di passaggio

Nella classifica della felicità l’Italia ha fatto un balzo in avanti: nel 2018 è passata dal 47esimo al 36 esimo posto della classifica del “World Happiness Report 2019”. Dal 2012 viene infatti redatto il documento, a sostegno di un incontro ad alto livello delle Nazioni Unite su “Benessere e felicità: definire un nuovo paradigma economico”, che prende in esame la percezione della felicità che hanno i cittadini in 156 paesi del mondo. I componenti della “Felicità ONU” indagati scientificamente sono: reddito, speranza di vita in buona salute, generosità, fiducia (forza della rete sociale di supporto), libertà individuale e assenza di corruzione.

Nella top ten, come solitamente avviene, entrano i paesi del nord Europa. Nell’ordine i primi quattro posti  sono occupati da Finlandia, Norvegia, Danimarca e Islanda, cui segue al quinto la Svizzera, al sesto l’Olanda, al settimo il Canada, ottava è la Nuova Zelanda, nona è la Svezia e decima l’Australia. La classifica sembra ben nota, non sembri un paradosso, agli immigranti. Da alcuni anni infatti gli immigrati considerano le nazioni balcaniche e l’Italia paesi di semplice passaggio per raggiungere il nord Europa. Sì, perché la classifica internazionale della felicità dei migranti inseriti in un paese è “quasi identica a quella dei nativi”. Chi ha vissuto incredibili peripezie per affrancarsi dalla fame punta quindi in alto: al nord. Si possono “chiudere i porti” o installare “chilometri di filo spinato”  ma è pia illusione pensare che l’immigrazione, vecchia quanto l’uomo, possa essere fermata. Secondo l’ambasciatrice Mariangela Zappia, rappresentante permanente all’ONU “la felicità e il benessere delle persone rappresentano il fine ultimo e la missione di ogni società e governo”. Così, chi è comunque riuscito a raggiungere il paese di semplice passaggio, proseguirà nella ricerca del paese che offre ai nativi il più elevato grado di “felicità e benessere delle persone”.