Da settembre il capitano di vascello Gianfranco Bacchi guiderà l'”Amerigo Vespucci”

E’ la nave che più di tutte afferma l’immagine nazionale e della Marina Militare all’estero: la nave Scuola Amerigo Vespucci, l’Unità più anziana in servizio nella Marina Militare, una nave a vela con motore  e tre alberi verticali dove gli allievi imbarcati imparano a vivere per mare. Il suo motto è “Non chi comincia ma quel che persevera“.

E a comandarla, dall’autunno prossimo, sarà un forlivese, il capitano di vascello Gianfranco Bacchi che dal 2016 è capo ufficio relazioni esterne e cerimoniale presso lo Stato Maggiore della Marina, dopo essere stato tre anni alla Nato. Come riporta “Il Resto del Carlino”, Bacchi ha spiegato che il suo nuovo incarico è dovuto a una scelta fatta in base al curriculum personale e ai meriti acquisiti durante la sua carriera. Bacchi, dopo il Liceo scientifico frequentato a Forlì, entrò nel 1988 all’Accademia navale di Livorno. In seguito ha comandato il pattugliatore di squadra “Bersagliere” ed è stato docente di comunicazione all’Istituto studi militari marittimi di Venezia.

Vero “motore” dell’Amerigo Vespucci è il suo equipaggio, composto da 264 militari, di cui 15 Ufficiali, 30 Sottufficiali, 34 Sergenti e 185 Sottocapi e Comuni, suddiviso nei Servizi Operazioni, Marinaresco, Dettaglio/Armi, Genio Navale/Elettrico, Amministrativo/Logistico e Sanitario. Durante la Campagna di Istruzione l’equipaggio viene a tutti gli effetti integrato dagli Allievi (circa 100 l’anno) e dal personale di supporto dell’Accademia Navale, raggiungendo quindi circa 400 unità. Gli allievi imparano la navigazione a vela con il sestante.

Oltre a essere una nave-scuola, l'”Amerigo Vespucci” è una sorta di ambasciata galleggiante, tutti la riconoscono all’estero. Nel 1962 fu incrociata nel Mediterraneo dalla portaerei americana USS Independence. L’unità americana lampeggiò il classico «Chi siete», a cui seguì la risposta «Nave scuola Amerigo Vespucci, Marina Militare Italiana». Immediata la replica: «Siete la più bella nave del mondo». La legge del mare impone che i transatlantici abbiano sempre la precedenza rispetto alle altre imbarcazioni, ma quando questi giganti incrociano la Vespucci, spengono i motori, rinunciano alla precedenza e suonano tre colpi di sirena in segno di saluto. Un omaggio a un veliero che ha mantenuto intatte tutte le più belle tradizioni della marineria italiana.