Incastrato grazie al Dna, era stato ospite del seminario

E’ stato arrestato dalla Polizia di Stato nei gironi scorsi l’autore del furto di gioielli all’immagine della Madonna del Fuoco custodita nella cappella della chiesa del Seminario di via Lunga. Si tratta di un cittadino italiano originario di Bari classe 71, P.A., gravato gia da numerosi precedenti penali per reati contro il patrimonio. Solo che l’autore del reato aveva lasciato tracce ematiche sul luogo del furto, in seguito probabilmente alle ferite che si è provocato nel rompere il vetro che proteggerva i gioielli sacri. La misura restrittiva emessa dal G.I.P. presso il Tribunale di Forli su richiesta del pm dott. Filippo Santangelo è arrivata al termine di un’indagine condotta dagli agenti della squadra mobile di Forli e dalla Polizia Scientifica sia della locale Questura che del Servizio Centrale, che ha permesso di accertare la responsabilità del furto dei gioielli della Madonna del Fuoco (Santa Patrona di Forli) avvenuto il 1° marzo 2018 all’interno della bacheca votiva, collocata nella Cappella Grande del seminario vescovile di Forli.

Nei giorni scorsi infatti, il Servizio di Polizia Scientifica di Roma, ha comunicato che, dalla Banca dati nazionale DNA del Servizio per il Sistema Interforze era stata evidenziata una concordanza (hit o Match) positiva e totale, tra il profilo genetico di tale P. A. e il profilo genetico ottenuto dal reperto biologico. I preziosi, risalenti al ‘700, ornavano la raffigurazione su cartapesta della Madonna del Fuoco, Santa Patrona di Forli e sarebbero stati oggetto di lasciti testamentari da parte di privati. L’alto valore economico dei gioielli, sia pur mai quantificato, non aveva nessuna copertura assicurativa. L’autore del furto era all’epoca un ospite proprio del seminario vescovile.