“Contenitori strapieni con anche materiale riciclabile, c’è stato dialogo con la cittadinanza”

“Allego due fotografie, credo significative della situazione emergenziale dei rifiuti che riguarda Forlì. La foto 1 riprende il marciapiedi antistante la rotonda del Foro Boario, l’altra via Ravegnana civico 81. Bidoni strapieni e rifiuti letteralmente sparsi, sena quasi nulla che li ritenga e, fra questi, anche materiale riciclabile che però non entra nei rispettivi contenitori strapieni. Sappiamo che in questa giorni i forlivesi stanno buttando di tutto e di più ma quando si vede, come in queste foto, l’abbandono indiscriminato di carta o plastica, significa che nessuno ha spiegato loro (affatto o male) come funziona la nuova raccolta e, nel timore che sia a pagamento anche il riciclato, se ne disfano in tutti i modi possibili. E’ lecito allora concludere che ALEA è partita davvero con il piede sbagliato? Imponendo regole (talvolta assurde, talaltra ridicole: come quella del contenitore svuotato e lasciato obbligatoriamente con il coperchio aperto, in modo che diventi così un facile canestro per chi è bravo nel lancio del rifiuto a distanza) senza dialogo e preparazione della cittadinanza? Con le conseguenze che vediamo. Certo, siamo in presenza di un comportamento incivile, che tuttavia poteva essere evitato o perlomeno molto contenuto se ad ALEA, qualora le fosse minimamente interessata al decoro pubblico e alla qualità della vita dei forlivesi, avesse operato diversamente e con più giudizio.

I contenitori nelle foto non sono pubblici, bensì condominiali ma collocati sulla pubblica strada per carenza di spazio; ovviamente non sono i legittimi utenti di quei bidoni ad avere depositato tutta quell’immondizia, ma altri estranei. Nei contenitori di via Ravegnana 81 sono stati lasciati, pressoché sciolti, molti documenti cartacei, intestati ad una ditta, con tanto di indirizzo: il vento li sta spargendo per la ciclabile. Ho raccolto un estratto bancario e l’ho inviato per PEC al Comando della Polizia Municipale chiedendo telefonicamente poi un sopralluogo perché constatino il fatto e –nel caso di specie– il responsabile, che ha lasciato abbondante ed evidente prova del suo operato. Vigili gentilissimi, ma sopralluogo molto improbabile. Non ho osato chiamare ALEA (che tanto non risponde) ma ho fatto loro una PEC, allegando copia dell’estratto conto svolazzante: sarà possibile, fra l’una e gli altri, almeno sperare in una sanzione per l’incivile?” Roberto Orlandi