L’amministrazione:” Non aderiremo alla scelta di alcuni Sindaci di grandi città di giungere sino alla non applicazione del decreto”

CESENA – Il 9 novembre scorso l’Amministrazione comunale di Cesena, aveva già manifestato diverse perplessità sugli effetti del decreto sicurezza così come impostato, posizionandosi a fianco dell’Anci nel proporre una modifica all’ordinamento.

A rischio ora ci sono 160 persone che nella sola cesena rischiano di essere “gettati in strada”. Alla luce di questa situazione l’amministrazione aveva scritto ai deputati del territorio chiedendo di farsi portavoce delle istanze, invitando i parlamentari eletti nel collegio di Forlì, Faenza e Cesena a sostenere gli emendamenti proposti dall’ANCI. 

Dal 2014 ad oggi attraverso il sistema SPRAR e l’accoglienza dei richiedenti protezione internazionale nei Centri di Accoglienza Straordinaria, sono state centinaia le persone accolte nel territorio di Cesene, 200 delle quali sono attualmente ancora inserite in questo contesto. 

 

“Oggi quella norma è legge e noi abbiamo il dovere di applicarla, che ci piaccia o meno”, si legge in una diffusa dall’amministrazione locale.

“I Sindaci hanno il dovere di rendere operative le leggi, anche quando non ne apprezzano le finalità e, come in questo caso, ne temono anche i risultati. Per questo non aderiremo alla scelta di alcuni Sindaci di grandi città di giungere sino alla non applicazione del Decreto.

Piuttosto, assieme ai Sindaci del nostro territorio, stiamo valutando se farci carico ancora direttamente di un’accoglienza che è divenuta di tipo esclusivamente “alberghiero” – senza cioè prevedere più quelle scelte di integrazione (corsi di italiano, momenti di inserimento sociale, lavori per le nostre comunità) alle quali teniamo molto, ma che il Ministro Salvini ha invece voluto escludere –, o se affidare invece tutto direttamente alla Prefettura. Lo decideremo assieme nel corso del mese di gennaio”.