Il principio era già applicato dai nobili di Roma quando mandavano i servi a prendere le pietre per i palazzi

Quando un politico o un sindaco inneggiano, nello stesso discorso, alla “Economia circolare” e al rapido intervento della “ruspa” per dare una sistemata ad antichi irrisolti problemi quale può essere l’abbattimento delle costruzioni abusive, l’attento cittadino stia in campana: c’è qualcosa che non quadra.

Il primo principio dell’economia circolare è infatti: Riscoprire i giacimenti di materia scartata come fonte di materia. Ecco che allora la ruspa può intervenire solo quando dalla costruzione abusiva siano stati asportati porte, finestre, ferri, sanitari, travi, coppi, docce e quanto può essere smontato, vuoi per il riuso, vuoi per il riciclo. Solo quando la costruzione è stata ridotta a un vero e proprio “guscio vuoto e non inquinante” può allora intervenire la ruspa che creando macerie le fa diventare “materia prima secondaria”. Le macerie possono così essere riutilizzate in sicurezza per colmare buche, dislivelli, fondazioni, sottofondi di strade ecc. Per rimanere nell’esempio: nel manufatto d’abbattere è già stato asportato quanto era possibile smontare e riciclare? Quanto smontato è stato collocato in siti dedicati ad accoglierli?

La positiva risposta alle domande testimonia come il politico o il sindaco abbiano contezza di cosa l’economia circolare persegua e della loro convinzione di volerla correttamente applicare. Quando così non fosse, l’averla citata si rivela essere un mezzuccio di bassa lega per valorizzare la ruspa che avevano comunque già deciso di utilizzare “per dare una sistemata ad antichi irrisolti problemi”, lucrando consensi a buon mercato parlando alla pancia dell’ascoltatore. I nobili di Roma, quando mandavano i servi al Colosseo per approvvigionarsi di pietre per costruire i palazzi che ancora oggi ammiriamo, applicavano senza saperlo, sia chiaro, quanto il primo principio dell’economia circolare oggi prescrive.