Il senatore Laforgia ha presentato un’interrogazione al ministro dell’Interno Salvini

Una maglietta che non passa inosservata. Nera, con la scritta “Auschwitzland” nei caratteri tipici della Disney, indossata da Selene Ticchi, già candidata sindaca di Budrio e militante di Forza Nuova, alla manifestazione della rievocazione della Marcia su Roma a Predappio. La manifestazione dei “nostalgici” del Duce direttia al cimitero di San Cassiano dove si trova la tomba di Benito Mussolini si è svolta senza nessun problema di ordine pubblico e circa duemila persone arrivate da tutt’Italia, mentre nello stesso giorno l’Anpi commemorava la Liberazione di Predappio. Ma la maglietta resta il simbolo della polemica.

 

Il senatore di Leu Francesco Laforgia ha presentato una interrogazione al ministro dell’Interno Matteo Salvini in merito alla Marcia su Predappio in occasione dell’anniversario della Marcia su Roma organizzata da gruppi dichiaratamente fascisti che hanno svolto un corteo con destinazione il cimitero di San Cassiano dove si trova la tomba di Benito Mussolini. Il Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica, presieduto dal Prefetto di Forlì-Cesena Fulvio Rocco De Marinis ha autorizzato – nonostante la richiesta dell’Anpi di non concedere spazi a gruppi fascisti -  sia il corteo dei nostalgici sia quello dell’Anpi dandone comunicazione al Ministro dell’Interno.

“In un’intervista – sottolinea in una nota Laforgia – il Prefetto ha dichiarato che “La Costituzione permette a tutti di manifestare e che il ministero dell’Interno aveva dato il via libera alla decisione comune, condivisa e ben ponderata”. Si segnalano su quotidiani locali, saluti romani, urla e cori ”Camerata Mussolini, presente!”, “Duce duce”, “Boia chi molla”, Pure uno striscione, “Arrestateci tutti”, quest’ultimo con riferimento alla richiesta dell’Anpi di annullare la parata. Non è passata inosservata una fotografia della Signora Selene Ticchi, già candidata sindaco di Budrio per Aurora Italiana, militante di Forza Nuova e componente del servizio d’ordine riconoscibile con fascia tricolore che indossava una maglietta con su scritto “Auschwitzland”, paragonando il campo di sterminio di Auschwitz ad un parco giochi della Disney”.

“L”apologia del fascismo, nell’ordinamento giuridico italiano, è un reato previsto dall’art. 4 della legge Scelba attuativa della XII disposizione transitoria e finale della Costituzione – scrive Laforgia nell’interrogazione-  chiedendo al  Ministro se intende applicarla questa legge, se corrisponde al vero che il Ministero fosse a conoscenza dell’autorizzazione della manifestazione, se abbia dato assenso ai due cortei in profonda antitesi fra loro e se intenda equiparare i due cortei, uno organizzato da fascisti e l’altro dall’Anpi;  infine, se condivida il paragone di un campo di sterminio ad un parco giochi e quali misure intenda promuovere al fine di evitare il ripetersi di simili episodi.”

 

Sul suo profilo Facebook Marco Di Maio (Pd) scrive: “Anche quest’anno a Predappio, in occasione dell’anniversario della marcia su Roma, è andata in scena la carnevalata dei nostalgici del fascismo. Puntualmente la Questura, immagino, provvederà a denunciare i protagonisti della messa in scena per il reato di apologia di fascismo; e vedremo se anche questa volta la magistratura deciderà di non procedere. Perchè le leggi ci sono e il fascismo – mi spiace deludere chi si appella alla libertà di pensiero e di manifestazione -, non è un’opinione: è un reato, sancito come tale dalla Costituzione e da leggi attuative. Quest’anno poi si raggiunge l’apice: dall’apologia si passa addirittura al negazionismo. Una donna impegnata nell’organizzazione esibisce con orgoglio una maglietta che ribattezza il più grande campo di sterminio della storia col nome di un parco giochi e lo definisce “Auschwitzland”. Come se la shoah non fosse mai esistita e non fosse costata la vita a milioni di persone. Tutto questo è ancor più insopportabile nell’80° anniversario delle leggi razziali.

Occorrono le leggi, che vengano applicate e che la giustizia irroghi le sanzioni previste per chi le viola. Più di tutto, però, servono la cultura e la conoscenza: gli unici antidoti contro l’ignoranza, il revisionismo e il pericolo che ciò che è successo possa ripetersi. Perchè se è accaduto una volta, significa che può verificarsi di nuovo”.