La partecipazione negli ultimi anni è diminuita del 13 per cento

Milena Gabanelli e Alessio Ribaudo hanno affrontato, con la consueta riconosciuta perizia, il problema della sicurezza delle “Gite scolastiche”. Siamo stati così informati che la Polizia stradale, dal “Febbraio 2016 al 31 Maggio 2018, ha controllato il 43 per cento del parco veicolare adibito a trasporto scolastico e il 15% aveva irregolarità”: pneumatici lisci, cinture di sicurezze non funzionanti, fari guasti, estintori inefficienti, uscite di sicurezza inagibili, mancata revisione, assenza di assicurazione, irregolarità nel servizio di noleggio con conducente ecc. La diminuzione della partecipazione alle gite negli ultimi otto anni è stata notevole, oltre il 13%.

I motivi sono attribuiti ai “timori dei genitori legati alla sicurezza, la crisi economica e la minor disponibilità degli insegnanti di accollarsi un eccesso di responsabilità”. Siccome dal 1999 gli istituti scolastici hanno piena autonomia, all’inizio dell’anno scolastico stabiliscono mete e date. Per l’Anac-Autorità nazionale anticorruzione- i dirigenti scolastici, i vecchi presidi giusto per intenderci, “devono accertare con la massima diligenza l’assoluta affidabilità e serietà dell’agenzia di viaggio o della ditta di autotrasporti” mentre il Ministero invita i docenti “a essere «sentinelle» civiche segnalando, durante il viaggio, comportamenti sbagliati dell’autista”.

Lo stato dell’arte è tale per cui si corre il ragionevole rischio “di vedere tramontare i viaggi d’istruzione e, con loro, esperienze di alto valore educativo”, scrivono gli autori dell’inchiesta.

Il dirigente scolastico forte dell’autonomia concessa all’istituzione scolastica di cui è responsabile, credendo nel valore educativo della gita, se intende realizzarla potrebbe scremare i partecipanti alle gare di appalto. Il bando potrebbe così richiedere documentazioni che solo aziende serie e organizzate possono fornire; uno per tutti? Il curriculum professionale dell’autista dedicato! Ciliegina sulla torta: nel bando inserire “il protocollo sul controllo dei mezzi la mattina della gita” a cura della polizia municipale. Rendere cioè obbligatorio cosa il Ministero si limita a suggerire.