Galeata – Il Comune deve costruire sulla sua proprietà e mette in scena una protesta eclatante. E’ quanto è successo a Gelaata, sull’Appennino forlivese, dove la signora Donatella Campini si è incatenata al cancello di casa per impedire i lavori di abbattimento propedeutici alla costruzione di una via ciclopedonale progettata da tempo dall’amministrazione. 

 

“A questo siamo dovute arrivare ieri – scrive in un post su Facebook la figlia – mia madre si è legata al cancello per non farcelo buttare giù. Dopo oltre un anno di lotta contro il comune di Galeata, dove la Sindaca Elisa Deo, vuole costruire un ponte ed una strada ciclo-pedonale nella mia proprietà, un regalo al suocero Presidente della Via Romea Germanica, senza nemmeno tener conto delle distanze minime di 10 metri dall’abitazione, stabiliti per legge. Abbiamo fatto ricorso al Tar, e non è stata ancora fissata la data del merito, mentre invece in nemmeno 7 giorni, hanno respinto la sospensiva delle ordinanze, in modo anomalo e senza motivazioni. Nonostante le varie denunce alla Procura per abuso d’ufficio, non interviene e resta a guardare, permettendo che vengano fatti danni irreparabili”.

 

E così questa mattina sono dovute intervenire le forze dell’ordine per consentire lo svolgimento dei lavori programmati. 

 

Nel pomeriggio, il sindaco di Galeata. Elisa Deo, senza intervenire sulla vicenda ha scritto a sua volta un post che indirettamente fa riferimento alla vicenda. Un commento dedicato al progetto complessivo di valorizzazione del patrimonio storico della località, compreso il ponte di Mercatale. 

 

“Da anni l’Amministrazione Comunale – spiega il sindaco – è impegnata in diversi progetti funzionali alla valorizzazione del nostro patrimonio archeologico e la realizzazione del Parco Archeologico Galeatese apre l’opportunità di costruire percorsi di visita e conoscenza del territorio dove le eccellenze in campo culturale vengono valorizzate assieme a quelle naturalistiche ed a tutte le altre risorse suscettibili di valorizzazione turistica. 
Il progetto globale da 620.000€ ha visto la collaborazione sinergica ed il contributo finanziario di Comune, Ministero della Cultura e del Turismo, Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì e Romagna Acque ed ha riguardato differenti azioni: il restauro del Palazzo Pretorio da adibire a sede del Centro Studi per l’Archeologia dell’Appennino Romagnolo, l’area archeologica della Villa di Teodorico, l’antica città umbro-romana di Mevaniola, il recupero della Via Gallica, il sentiero delle Celline verso l’Abbazia di Sant’Ellero e per finire la ricostruzione del Ponte di Mercatale.
Oggi finalmente sono iniziati i lavori dell’ultimo tassello per il completamento, entro fine anno, del progetto: l’antico ponte in sasso che collegava il borgo di Galeata con Pianetto verso Santa Sofia, distrutto da un bombardamento nel 1946 dove a lato si innestava un piccolo edificio religioso, la Madonna del Ponte, tutt’ora esistente, documentato dal 1667. Verrà ricostruita nella sede originaria una passerella pedonabile e ciclabile che permetterà il collegamento, con il centro storico di Galeata ed i siti archeologici di Pianetto, attuale sede del Museo Mambrini e della bellissima Chiesa di Santa Maria dei Miracoli. Oltre al recupero del ponte, verrà predisposto un camminamento di raccordo grazie ad un intervento di bonifica in una zona privatizzata abusivamente ed attualmente lasciata all’incuria ed al degrado totale.
Siamo veramente felici che le nostre energie per fare progetti di qualità ed i nostri sforzi per reperire fondi siano ripagati, ma la soddisfazione maggiore è sapere che saranno restituiti beni alla collettività che raccontano pezzi importanti della nostra storia.”

 

Seguiremo la vicenda. Continuate a seguirci.