E quanto ci scrive un lettore

Riceviamo e pubblichiamo la lettera di un lettore:

“Lo spettacolo di Arisa ed il Finger food festival, che ha portato in centro migliaia di forlivesi, è un evento che non ha nulla a che fare con la riqualificazione del centro storico che rimane, il giorno dopo, con i suoi problemi strutturali che vanno dall’arredamento urbano incompleto o inesistente alla segnaletica turistica insufficiente, dall’illuminazione notturna carente in molte vie, alle erbacce alte in molte aiuole e vicino ai parcheggi, dalla segnaletica stradale orizzontale spesso sbiadita, alle colonne di portici ed angoli delle case disinfettate dai residenti contro pipí di cani e persone, dall’aumento delle scritte sui muri, alla mancanza di aiuole fiorite, all’insicurezza delle ore notturne, alle carenza di panchine, di servizi igienici, di insegne luminose dei negozi attivi ed alle vetrine che espongono il degrado in quelli chiusi, etc.

 

Il centro non deve ospitare eventi per essere presentato per quello che non è, ma deve vivere di vita propria: sono state chiuse scuole, ambulatori medici, cinema, negozi, asili, farmacie  (come la farmacia Cagli), teatri (come il teatro Apollo), sono scomparse molte altre attività e molti residenti.

Nella sola via Bella, che ha 4 negozi, in pochi mesi hanno chiuso, o si sono trasferiti abbandonando il centro, Tipoart, Termo Igienica, e Salsamenteria Tomba, unico negozio sopravvissuto è Digi Copy.

Non sono certo gli eventi in piazza Saffi e dintorni che ci incantano sulla presunta riqualificazione del centro storico voluto da questo Comune”.

 

Riccardo Bevilacqua