Il comportamento tenuto davanti agli agenti è costata una denuncia a un 30enne e a una 41enne

“Garantisco io per lui, lasciateci andare” aveva detto ai poliziotti il conducente di una Yaris fermata qualche giorno fa da cui si è poi dato alla fuga un marocchino – ora in carcere – latitante da due anni e mezzo

La frase è stata fatale anche per le persone che erano in sua compagnia, il conducente una donna passeggera che cercava di dormire. Secondo la ricostruzione dei fatti operata dall’Ufficio Prevenzione Generale della Questura, i due, un 30enne e una 41enne italiani, sarebbero incorsi nel reato di favoreggiamento di latitante, proprio per il comportamento tenuto davanti agli agenti, chiaramente finalizzato a evitare il controllo e quindi cercare di coprire l’amico, colpito da mandato di cattura.

 

I reati

I due forlivesi sono stati quindi deferiti alla Procura della Repubblica di Forlì per favoreggiamento personale. Inoltre, il conducente del veicolo, a causa dei suoi precedenti penali, era in regime di controllo da parte delle forze dell’ordine poiché beneficiario di affidamento in prova ai servizi sociali; era stato dimesso dal carcere lo scorso anno per scontare un residuo di pena avvalendosi, appunto, di questo particolare beneficio carcerario. In questi casi, il magistrato di sorveglianza affida il detenuto all’Ufficio Esecuzioni Penali Esterne del Ministero della Giustizia, che vigila affinché i condannati osservino le prescrizioni, che solitamente sono quelle di darsi a lavoro stabile, non frequentare pregiudicati e tossicodipendenti, non uscire da casa in determinate fasce orarie (solitamente notturne) non allontanarsi dal comune o dalla provincia di residenza, non commettere reati. Si tratta di uno strumento previsto dalla legge per consentire il reinserimento sociale dei detenuti. Anche la Polizia di Stato concorre nella vigilanza sui soggetti gravati da queste particolari condizioni, tant’è che le Volanti della Polizia di Stato sono spesso impegnate in questa attività di vigilanza domiciliare.

L’episodio dell’altro giorno, invece, ha evidenziato non solo la violazione degli orari imposti per la permanenza in abitazione (erano le 2 di notte ma lui doveva rientrare alle 23 e non uscire prima delle 4 per recarsi al lavoro) ma anche la frequentazione di pregiudicati e soprattutto, la commissione di un nuovo reato. A fronte di questi fatti, il magistrato di sorveglianza di Bologna, accogliendo la segnalazione inoltrata dalla Polizia di Stato, ha sospeso il beneficio disponendo l’accompagnamento in carcere del soggetto. Il provvedimento restrittivo è stato eseguito ieri sera, così che ora egli si trova presso la Casa Circondariale di Forlì, ove peraltro è stato portato, qualche giorno fa, anche il latitante che era dentro la sua auto.