All’alt della Polizia ha cercato di confondersi, poi è fuggito per i campi, ora è in carcere

Da due anni e mezzo era ricercato poiché colpito da ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Tribunale del riesame di Bologna in merito ad una indagine antidroga svolta nel territorio di Ravenna. Si muoveva di notte, con l’aiuto di amici – probabilmente amici di comodo, visto l’ambiente criminale di appartenenza, la droga, denominatore comune dei trascorsi giudiziari di chi lo trasportava in auto.

L’altra notte la sua latitanza è finita davanti alla paletta della Volante dell’Ufficio Prevenzione Generale della Questura di Forlì-Cesena.

 

I CONTROLLI
Erano le 2 di notte quando il capo pattuglia, come da direttive di servizio, si apprestava a iniziare un posto di controllo veicolare lungo l’asse Forlì-Faenza, e la prima auto alla quale viene intimato l’alt è una Toyota Yaris all’interno della quale ci sono tre persone. Alla guida una vecchia conoscenza delle forze dell’ordine, 30enne forlivese pregiudicato, che proprio per il fatto di essere ormai ben conosciuto dai pattuglianti insiste per essere lasciato perdere: “Sono io, ormai mi conosci da 20 anni, lasciaci andare che è tardi e abbiamo sonno”. Anche la sua ragazza, seduta a fianco a lui, insiste di avere sonno, sperando così di stimolare una certa indulgenza nel controllo.

Ma è l’uomo che si trova nel sedile posteriore che attira l’attenzione dei militari perché tradisce un tentativo di nascondersi, finge di essersi addormentato, non risponde agli agenti. Per lui parla ancora l’autista: “E’ un bravo ragazzo, lo conosco da tempo, ha moglie e due figli, la moglie lo aspetta, dai facci andare via, garantisco io per lui”.

Niente da fare, i tre vengono invitati a scendere.

 

IL TENTATIVO DI FUGA

Il passeggero non ha i documenti, è straniero, dice di essere marocchino e sostiene di avere il permesso di soggiorno, ma con il nome che ha dichiarato non risulta nulla. Quando capisce che i poliziotti sono decisi ad andare a fondo, in un attimo sfila via e scappa per i campi. Gli agenti lo inseguono, nasce una colluttazione, ma viene subito braccato e ammanettato.

 

LE ACCUSE

Portato in Questura e rilevate le impronte digitali, al suo nome – diverso da quello che aveva dato prima – risulta collegato un provvedimento di custodia cautelare in carcere ancora pendente, disposto dal Tribunale del Riesame di Bologna su un procedimento penale relativo a una importante indagine antidroga svolta tra Ravenna e Faenza nel 2015, ove lui era il protagonista principale, punto di riferimento del piccolo spaccio di piazza di Faenza e dintorni, accusato di decine e decine di episodi di cessione di cocaina e haschish.

La sua latitanza è finita, ora si trova rinchiuso nel carcere di Forlì, dopo avere ulteriormente arricchito il suo curriculum criminale con le nuove accuse di resistenza a pubblico Ufficiale e False dichiarazioni sulla identità personale, reati commessi l’altra notte a Forlì cercando invano di evitare l’arresto.