“Ricostruire un corpo tecnico nei ministeri e rivedere le concessioni”

Con un lungo post sul suo profilo Facebook l’ex sindaco di Forlì Roberto Balzani, ora presidente dell’istituto dei Beni culturalid ell’Emilia-Romagna, interviene sulle consessioni autostradali dopo la terribile tragedia del crollo del Ponte Morandi a Genova.
“La blindatura legislativa delle concessioni autostradali, passata pure nel Codice degli appalti, costituirà un ostacolo formidabile sulla via intrapresa dal governo. Essa testimonia il regime di favore eccezionale che, fra il 2007 e il 2017 (ma le radici vanno cercate allo scadere del secolo scorso), è stato accordato ai concessionari. Perché?”

 

CONCESSIONI AUTOSTRADE, BALZANI OFFRE DUE LETTURE

Balzani offre due letture, una indulgente e una decisamente meno in cui parla della gestione degli appalti: 

“La lettura indulgente dice: perché in questo modo, compiendo lavori in proprio per importi consistenti, i concessionari effettuavano investimenti per conto dello Stato, di fatto non soggetti ai vincoli stringenti del bilancio pubblico in quanto finanziati negli anni dai pedaggi. Contribuivano così all’occupazione in un settore strategico e alla crescita del Pil.

La lettura maliziosa dice: perché, potendo effettuare lavori con società in house per percentuali consistenti (addirittura il 60%, poi abbassata), essi potevano liberamente gestire i subappalti, favorendo imprese (cooperative e non) “amiche” o “vicine” ai partiti di governo. Fiumi di appalti assicurati senza l’obbligo di documentare procedure di gara. I soldi erogati direttamente dai concessionari ai movimenti politici, al paragone, sono bazzecole: un rivolo quasi insignificante, rispetto a questo flusso imponente, una parte del quale tornava certo a vantaggio dei partiti e dei loro clientes”.

 

MANCANZA DELL’APPARATO PUBBLICO DI CONTROLLO

“In entrambi i casi – prosegue Balzani – è evidente un “buco” clamoroso: l’apparato pubblico di controllo, di verifica, di tecnici specializzati. I ministeri perdevano competenze e professionalità, i concessionari, viceversa, erano sempre più preparati e più forti. So per esperienza diretta come vanno le cose. I comuni, nei confronti delle multiutility, hanno finito per trovarsi nelle stesse condizioni. Asimmetrie informative, le chiamano.

Detto ciò, al di là della discussione contingente sui risarcimenti, sulle revoche o sulle decadenze, e dell’impossibile ritorno ad una condizione tutta pubblica (per la quale, oltre che i soldi, mancherebbero oggi anche le menti), l’urgenza, per lo Stato, è quella di ricostruire un corpo tecnico nei ministeri e di rivedere, a partire da essi, le concessioni. Senza tecnici pubblici preparati e leali non c’è nulla da fare: vinceranno sempre gli altri. I politici da soli non bastano.”

 

LE RESPONSABILITA’

Per ultimo Balzani affronta l’argomento delle responsabilità e l’accusa è precisa: “Quanto alle responsabilità politiche, quelle del Pd e della Destra berlusconiana (nonché della Lega pre-Salvini), sono enormi. E su questo terreno deve misurarsi la discontinuità della classe dirigente, anche d’opposizione. Altro che tweet e recriminazioni da parte degli indifendibili (sotto questo aspetto) protagonisti dei passati ministeri! Sarebbe meglio il silenzio e il ritiro a vita privata”.