Il pericolo più impellente è il ghiaccio, il sindaco Drei: “LImitate gli spostamenti”

Il risveglio nel Forlivese è con fiocchi di neve saltuari, mentre nell’entroterra la neve è scesa  più copiosa.

La Prefettura ha inibito al circolazione di mezzi pesanti (oltre le 7,5 tonnellate) su autostrade, strade statali e provinciali dalla serata di domenica fino alla cessazione delle preoccupanti condizioni meteo.

Il sindaco di Forlì Davide Drei ha avvisato la popolazione che, visto l’intensità del freddo, gli impianti di riscaldamento delle scuole sono stati accesi fin dalla giornata di domenica e le stesse sono state rifornite di scorte di sale. I mezzi spargisale sono partiti sulle principali arterie della viabilità cittadina e il consiglio, per tutti, è, ove possibile, di limitare gli spostamenti.

 

“Occorre ricordare – afferma Massimiliano Fazzini, climatologo, docente dell’Università di Camerino e di Ferrara ed esponente dell’Associazione Italiana di Geografia Fisica e Geomorfologia – che i termini “Burian, Burano e Buriana” non esistono nella nomenclatura meteorologica mentre il BURAN è un vento gelido e secco tipico della Siberia orientale e della Mongolia. Le fenomenologie associate a tale avvezione fredda dovrebbero essere complessivamente modeste, visto che l’aria in arrivo è sì molto fredda, ma decisamente  secca. Il pericolo più impellente per la popolazione diverrà così il ghiaccio. Un significativo miglioramento di tali condizioni è atteso per mercoledì ma la situazione non si sanerà totalmente prima del prossimo fine settimana. Evidentemente, dunque, non saranno con ogni probabilità le fenomenologie ad essere eccezionali ma la durata dell’ondata di freddo relativamente al periodo dell’anno, visto che il primo marzo debutta la Primavera meteorologica. Dovremmo sempre più abituarci a queste anomalie meteo – climatologiche,  con ogni probabilità strettamente dipendenti dal riscaldamento globale in atto e la popolazione dovrà “adattarsi” a tali nuove condizioni ed anzi beneficarne attraverso una politica di gestione dell’ambiente che i comuni hanno iniziato a perseguire anche mediante la redazione di Piani di Adattamento ai cambiamenti climatici e ai contratti di fiume – lago – costa”.