Da luglio i carabinieri tenevano d’occhio l’esercizio, i proprietari non hanno ostacolato le attività illecite

Mercoledì i Carabinieri del Comando Provinciale di Forlì-Cesena hanno dato esecuzione alla misura cautelare interdittiva della chiusura di un noto esercizio pubblico di via Giorgio Regnoli, nel centro di Forlì, notificando il provvedimento ai titolari e gestori – padre e figlia, entrambi di nazionalità cinese, residenti in città – in quanto indagati per il reato di “agevolazione dell’uso di sostanze stupefacenti o psicotrope”, previsto dalla speciale normativa antidroga.

Il provvedimento costituisce l’atto finale di un’indagine intrapresa nel mese di luglio scorso, periodo in cui il locale era stato oggetto di un primo provvedimento di chiusura, ex art.100 TULPS, conseguente alle attività accertative, più volte sollecitate dai residenti, e condotte dalla Compagnia Carabinieri di Forlì.

I militari hanno tenuto d’occhio il bar e il suo dehors – fornito di tavolini e sedie – ipotizzando che fosse luogo di abituale spaccio e consumo di sostanze stupefacenti da parte degli avventori.

L’attività dei Carabinieri ha documentato diversi episodi di spaccio di stupefacenti, in particolare hashish e marijuana ad opera di un nutrito gruppo di stranieri che, una volta agganciato l’acquirente all’interno del locale con domande generiche, veniva accompagnato all’esterno del locale, nelle immediate vicinanze o nelle vie limitrofe, come via F. Nullo, per concludere lo scambio denaro/stupefacente.

 

I compratori sono risultati perlopiù giovani forlivesi che frequentavano il bar, ormai noto per essere luogo ove era possibile contattare spacciatori, principalmente di origine nordafricana per concordare lo scambio di piccole dosi di droga.

Ai titolari del locale viene contestata l’inerzia offerta di fronte alle attività illecite svolte all’interno del locale e nelle sue pertinenze da parte di spacciatori e acquirenti, i quali, comunque, costituiscono la clientela abituale del locale.

La posizione dei titolari del bar è ulteriormente aggravata dal fatto che nei mesi scorsi, seppur il locale fosse stato chiuso due volte, con provvedimenti amministrativi, alla riapertura essi non abbiano in alcun modo ostacolato la ripresa delle attività illecite, né segnalato nulla alle forze di polizia.

 

Il provvedimento in argomento, adottato dal GIP del Tribunale di Forlì su proposta della Procura della Repubblica, dispone la chiusura del locale per quattro mesi dalla notifica, ha finalità di deterrente per future reiterazioni del reato da parte dei titolari del locale e si muove in parallelo con i provvedimenti di carattere penale che l’Autorità Giudiziaria emetterà nei confronti di ulteriori cinque nordafricani deferiti, per detenzione ai fini di spaccio di stupefacenti.

La misura cautelare adottata dall’Autorità Giudiziaria, a conclusione di settimane di indagini svolte dai militari del Nucleo Investigativo con la collaborazione della Compagnia Carabinieri di Forlì, costituisce risposta alle giuste e legittime aspettative manifestate dai commercianti e dai residenti di via Giorgio Regnoli, i quali hanno sempre tempestivamente segnalato le situazioni di degrado che caratterizzavano una così importante zona del centro cittadino.