Partecipazione attiva dei giovani all’incontro con il magistrato Corradino

FORLI’ – “Siate sentinelle della legalità, imparate a sviluppare un controllo sociale diffuso, a costruire una cultura contro l’illegalità che altrimenti rischia di mangiarvi il futuro”. Questo il forte messaggio emerso dall’incontro con il magistrato Michele Corradino e dal botta e risposta con una attenta e vivace platea di studenti, nell’ambito dell’ncontro “Innamoràti della legalità” promosso da Confcooperative Forlì-Cesena. Il teatro Diego Fabbri di Forli affollato da studenti, giovanissimi delle Medie e più grandi di licei, tecnici e professionali, è stato testimone di un grande momento di formazione ed educazione civica come hanno sottolineato il presidente di Confcooperative Mauro Neri e il sindaco di Forli Davide Drei all’inizio dell’incontro.

 

Dal canto suo Corradino, presentando il libro “E’NORMALE…LO FANNO TUTTI. Storie dal vivo di affaristi, corrotti e corruttori” ha ribadito la necessità di gettare un seme nelle future generazioni e di sostenere un forte movimento culturale contro la corruzione e il malaffare, come in passato avvenuto contro la mafia.  Il magistrato, premiato nel 2016 con il Premio Borsellino, ha spiegato la genesi del titolo del suo libro: “è una frase tratta da un’intercettazione” che ben illustra il processo di normalizzazione della corruzione, sentita sempre meno come qualcosa di negativo. Dal libro, particolarmente efficace perché costruito tutto sulle conversazioni registrate di corrotti e corruttori tratte da inchieste giudiziarie e depositate in tribunale, il magistrato ha evidenziato alcune conversazioni che connotano drammaticamente la dimensione familiare della corruzione: un padre che racconta al figlio i favori che fa, un altro che spiega al figlio come deve farsi pagare, storie da cui emerge una sorta di morale del buon corruttore.

 

Dirette e in qualche caso provocatorie le domande degli studenti: Quale convenienza abbiamo nell’impegnarci nel rispetto delle regole? Che cosa può fare uno studente di 16 anni? E ancora: di chi possiamo fidarci? Corradino ha invitato ciascuno a fare qualcosa contro l’illegalità, a partire dal mondo quotidiano della scuola, denunciando e isolando ad esempio ogni fenomeno di bullismo o di sopraffazione, ha invitato tutti i presenti a controllare la trasparenza delle istituzioni “oggi ci sono gli strumenti per verificare numeri e ottenere ogni informazione”, a isolare chi ottiene successo senza merito o anche semplicemente a impegnarsi contro ciò che è sbagliato e va contro regole e leggi, a ispirarsi a grandi nomi che hanno combattuto contro la criminalità e l’illegalità. Il magistrato ha sottolineato il peso che la corruzione e il malaffare hanno sulla vita di ciascuno: “Uccidendo il merito – ha detto rivolgendosi agli studenti – toglie anche a voi ogni possibilità di costruirvi un futuro”.