Pompignoli (Lega Nord): “Il Comune non sapeva?”

Arriva in Regione, con un’interrogazione di Massimiliano Pompignoli (Lega nord) la concessione degli spazi all’interno della scuola elementare “G. Carducci” di Cesena per ospitare lezioni di “arabo normato”. Il consigliere boccia come “superficiale e poco responsabile” la risposta fornita dall’assessore al Welfare di Cesena ad un’interpellanza di un consigliere comunale e chiede chiarimenti sul caso alla Giunta regionale. Le lezioni di “arabo normato”, – ricorda Pompignoli – riguairderebbero l’insegnamento dell’arabo attraverso “i principi e la dottrina del Corano” e durante le lezioni “sarebbero compresi momenti di preghiera”. Pertanto – secondo Pompignoli – si connoterebbe “l’inserimento in una scuola pubblica di una vera e propria scuola coranica, quindi confessionale, dove agli alunni si insegnano principi e comportamenti islamici”.

 

Il consigliere chiede quindi alla Giunta regionale se corrisponda al vero che l’assessore non fosse a conoscenza ‘ufficialmente’ dell’attivazione di questa ‘scuola coranica’ e a chi sia ascrivibile la responsabilità di tale decisione, se la scelta sia stata condivisa con il Consiglio di circolo e se esistano documenti scritti nel merito della proposta e sulla risposta fornita ai proponenti a proposito dei quali chiede informazioni.
“Le amministrazioni e le istituzioni italiane dovrebbero avere sotto controllo e verificare ciò che avviene nell’ambito delle comunità islamiche immigrate” sostiene Pompignoli che vuole quindi sapere per quali motivi l’amministrazione comunale di Cesena non ne fosse al corrente in via ufficiale e se, al contrario, non ne fosse informato qualche funzionario, dirigente o operatore comunale di settore. L’esponente della Lega infine sollecita la Giunta regionale a richiamare le amministrazioni comunali “a una più attenta e lungimirante gestione delle richieste provenienti da soggetti stranieri appartenenti alla cultura, religione, civiltà islamica affinché – precisa – non avvenga che, attraverso iniziative all’apparenza innocue, si enfatizzi nelle giovani generazioni di cittadini di origine musulmana la separatezza da una società considerata, come è noto, blasfema, decadente e inferiore, l’adesione a una radicalizzazione della loro fede e la pretesa di applicare nella nostra società categorie e istituti antidemocratici e antiliberali”.