Edizione speciale di “Un’Opera al mese” con il dipinto di Spadini custodito dalla Banca d’Italia

L’arte torna protagonista nel territorio con un appuntamento di grande rilievo istituzionale e culturale. L’Auditorium Conad Città di Forlì ospita domenica 27 settembre alle ore 18:30 la presentazione del celebre dipinto “Bambini che studiano”, opera del 1918 firmata da Armando Spadini. La serata è a ingresso gratuito fino a esaurimento dei posti disponibili.

Il dipinto, solitamente conservato a Roma a Palazzo Koch all’interno della raccolta d’arte della Banca d’Italia e non visibile al pubblico, è diventato celebre per essere stato stampato sulle storiche banconote da mille lire dedicate a Maria Montessori. L’evento rientra nell’iniziativa “In viaggio con la Banca d’Italia” e precede l’esposizione del quadro al Museo Civico di San Domenico, prevista dal 29 settembre al 25 ottobre, dove la tela sarà affiancata all’opera “Nello studio” di Francesco Menzio.

La rassegna è curata da Stefano Benetti ed è organizzata dal Servizio Cultura Turismo dell’Assessorato alla Cultura del Comune in collaborazione con gli Amici dei Musei di Forlì.

A illustrare il valore e la storia della tela sarà la professoressa Barbara Cinelli, docente dell’Università Roma 3 e curatrice della futura mostra su Spadini alla Galleria Ricci Oddi di Piacenza. “Il nostro impegno costante rivolto a proporre nuovi modi di comunicare l’arte ci ha portato al felice incontro con la Banca d’Italia e alla scelta di dedicare un’edizione speciale di Un’opera al mese a questo capolavoro”, spiegano il Sindaco Gian Luca Zattini e il Vicesindaco con delega alla Cultura Vincenzo Bongiorno.

La docente Barbara Cinelli ricorda come l’opera appartenga a una fase di riscatto professionale dell’artista nel 1918 e sottolinea che la storia del dipinto merita di essere raccontata poiché rimase a lungo gelosamente custodita in collezioni private prima di passare alla Banca d’Italia nel 1931. “È dunque un’opportunità straordinaria che sia ora consentito non solo di cogliere dal vero la qualità dell’opera, ma di verificare che Armando Spadini non è un pittore attardato ma un artista moderno del Novecento”, chiarisce la professoressa.