Alluvione 2023, dalla ricostruzione alla prevenzione: Fondazione di Forlì, Intesa Sanpaolo e Regione insieme per la sicurezza del territorio

Firmato un protocollo d’intesa da 4 milioni di euro per interventi di ripristino e studi di mitigazione del rischio idraulico nella provincia di Forlì-Cesena

L’alluvione che ha colpito l’Emilia-Romagna nel maggio 2023 ha rappresentato uno degli eventi meteorologici più gravi e devastanti della storia recente della regione. Nei primi diciassette giorni del mese caddero oltre 221 millimetri di pioggia, più del 230% rispetto alla media del periodo 1991-2020, causando piene eccezionali nei principali bacini fluviali, dall’Idice al Savio. Le esondazioni e le rotture arginali provocarono vasti allagamenti, mentre nelle aree collinari e montane si registrarono oltre 56mila frane, spesso lungo la viabilità, con danni ingenti anche al comparto agricolo: più di 2.900 aziende denunciarono perdite sui propri terreni.

Di fronte a uno scenario di tale portata, la Regione Emilia-Romagna ha attivato un articolato programma di interventi per il ripristino e la messa in sicurezza del territorio, con oltre 1.200 opere complessive per un valore di circa 1,5 miliardi di euro. Gli interventi sono stati realizzati dall’Agenzia regionale per la sicurezza territoriale e la protezione civile, dall’Agenzia interregionale per il fiume Po e dai Consorzi di bonifica, in coordinamento con il Dipartimento nazionale della Protezione Civile, che ha gestito la fase emergenziale, dichiarato lo stato di emergenza e garantito i primi sostegni alle popolazioni colpite.

In questo quadro si è inserito anche l’impegno della Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì, che ha avviato fin da subito un confronto con istituzioni, realtà sociali e terzo settore, facendosi promotrice di un’azione condivisa a livello nazionale. La Fondazione ha messo a disposizione 1,6 milioni di euro per interventi urgenti nei Comuni del territorio di riferimento, destinati in particolare al ripristino della viabilità danneggiata dalle frane e alla messa in sicurezza delle sedi e delle attrezzature delle organizzazioni del terzo settore.

A questo primo intervento si sono aggiunti ulteriori 2,9 milioni di euro coordinati dalla Fondazione di Forlì e provenienti da ACRI, CRT, Cariplo, Compagnia di Sanpaolo, Consulta regionale delle Fondazioni del Piemonte e Liguria e Fondazione Cariparo, destinati a interventi di ripristino sull’intero territorio colpito.

Un ruolo centrale è stato svolto anche da Intesa Sanpaolo, che ha affidato alla Fondazione di Forlì l’individuazione dei beneficiari di una erogazione liberale complessiva di 4 milioni di euro, equamente suddivisa tra interventi di ripristino e azioni di prevenzione. I primi 2 milioni sono stati destinati a una serie di interventi concreti: sostegno ai nuclei familiari di Faenza colpiti dall’alluvione del settembre 2024, il restauro del Teatro Rossini di Lugo, il recupero del Seminario vescovile di Forlì e del patrimonio librario della Diocesi, il supporto alla Caritas, i rimborsi alle famiglie dei centri estivi convenzionati di Forlì, la restituzione di una sede al gruppo Scout del quartiere Romiti e la ricostruzione della pista ciclopedonale del Savio a Cesena.

I restanti 2 milioni di euro sono stati invece riservati ad attività tecniche di studio e progettazione per la mitigazione del rischio idraulico nella provincia di Forlì-Cesena. Proprio in questa direzione va il protocollo d’intesa firmato il 5 febbraio 2026 tra la Fondazione di Forlì e la Regione Emilia-Romagna, che affida all’Agenzia regionale per la sicurezza territoriale e la protezione civile una serie di studi strategici: l’ottimizzazione della capacità di laminazione del fiume Montone e del torrente Ronco a monte di Forlì, la definizione dell’assetto di progetto per la sistemazione idraulica dei torrenti Bevano, Rubicone e Pisciatello e l’ottimizzazione della capacità di laminazione del fiume Savio a monte di Cesena.

«Il protocollo che sigliamo oggi rappresenta un passo concreto nella risposta a un’emergenza che ha profondamente segnato il nostro territorio», ha dichiarato il presidente della Fondazione di Forlì, Maurizio Gardini, sottolineando come l’obiettivo sia trasformare la solidarietà in azioni strutturali, investendo su studio, prevenzione e sicurezza idraulica.

Un impegno condiviso anche da Intesa Sanpaolo. «Sin dagli eventi del maggio 2023 abbiamo attivato ogni mezzo per essere vicini alla cittadinanza e alle imprese della Romagna», ha evidenziato Paolo Grandi, consigliere di amministrazione del gruppo bancario, rimarcando il valore della collaborazione con la Fondazione per accompagnare il territorio dalla fase emergenziale a quella della ripartenza.

Il presidente della Regione Emilia-Romagna, Michele de Pascale, ha ricordato come dalle alluvioni del 2023 e del 2024 sia emersa con forza la capacità di fare rete: «La firma del protocollo di oggi dimostra quanto sia fondamentale lavorare insieme non solo per rispondere all’emergenza, ma per investire nella prevenzione e nella sicurezza futura delle nostre comunità».

Un concetto ribadito anche dal commissario straordinario per la ricostruzione, Fabrizio Curcio, che ha sottolineato il valore della collaborazione tra pubblico e privato in un approccio multilivello e coordinato. «Quando ogni componente istituzionale, sociale ed economica svolge la propria parte in modo coerente – ha concluso – si rafforza la fiducia delle comunità e si creano le condizioni per una ricostruzione solida e duratura».